Gerusalemme, una capitale per la pace

Spostare l'ambasciata da Tel Aviv, secondo Trump, è un rilancio del dialogo tra israeliani e palestinesi

Gerusalemme, una capitale per la pace

Donald Trump (foto LaPresse)

Milano. Il presidente americano, Donald Trump, ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e ha avviato il processo per trasferire lì l’ambasciata statunitense che ora, come tutte le altre sedi diplomatiche, è a Tel Aviv e che quando sarà completa sarà “un formidabile tributo alla pace”. “Trump capovolge settant’anni di politica estera americana”, scrive oggi il New York Times, esagerando. Una legge del Congresso del 1995, venuta dopo il Trattato di Oslo del 1993, riconosceva Gerusalemme capitale e impegnava l’America...

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  • Dario

    Dario

    07 Dicembre 2017 - 07:07

    Mi sa che il tema tattico dominante delle prime tappe del prossimo Giro d'Italia sarà la fuga.

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  • carlo.trinchi

    06 Dicembre 2017 - 21:09

    Pur essendo filo israeliano Il Foglio dovrebbe mantere eque distanze da posizioni di non normalizzazione del settore medio orientale. Questo riconoscimento da parte di un Trump furbo, imprevedibile e fuori controllo dovrebbe far pensare, invece di difenderne la scelta scellerata. La “banalità del male” colpisce anche Israele e quindi gli ebrei che furono i primi a denunciarlo come uno stato d’animo pericoloso e nefasto. Assistiamo infatti ad un plauso verso Trump e quindi alla difesa del personaggio. Il mondo arabo, non lo si dimentichi mai, è si frazionato e confuso ma è anche un popolo di grande civiltà che nessuno deve considerare non all’altezza del ruolo che gli compete. Il Trump, “democratico e generoso”, dimostri la sua grandezza elevando anche la Palestina legittimandone la dignità con una seconda ambasciata usa a Gerusalemme, patria capitale di altri grandi confessionali e quindi popoli. Gli usa di Trump non lo faranno ma della nuova diaspora ne saranno i responsabili.

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