Benvenuta Gerusalemme

Il trasferimento dell’ambasciata americana nella capitale di Israele, decisione del Congresso, è una risposta alla storia e a molti nemici. Processo difficile e da accompagnare. Lo status internazionale per le tre religioni. L’Italia si faccia avanti

Benvenuta Gerusalemme

Una veduta di Gerusalemme (foto LaPresse)

Il trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, capitale dello stato d’Israele, è una decisione del Congresso degli Stati Uniti votata ventitré anni fa, alla quale i presidenti nel frattempo succedutisi, che hanno sempre promesso di attuarla, hanno regolarmente derogato per ragioni diplomatiche. Queste ragioni sono venute meno e il gesto compiuto sotto l’Amministrazione Trump, simbolicamente potente e dunque pericoloso in sé ma inevitabile, è benvenuto. Se nel mondo e nelle agenzie Onu è di moda il boicottaggio di...

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    07 Dicembre 2017 - 14:02

    Già. Le ragioni a fondamento dello status speciale sono religiose. I francescani a Gerusalemme ci stanno da secoli. E Papa Francesco, cheddice? Ha ragione Erdogan, a sollecitarlo. Meno male che domani è l'Immacolata. Lei, c'è. E si farà sentire.

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  • carlo.trinchi

    07 Dicembre 2017 - 08:08

    Come si rigira un problema dando il merito ad un congresso che, per una sua decisione, ha bisogno di un presidente legittimo che la renda valida e operante. Se poi quel presidente è la negazione, scritta su questo giornale, un giorno si e l’altro pure non fa niente. Il presidente lo si accantona e si osanna il congresso. Se da decenni i presidenti usa, responsabilmente, quella decisione l’hanno tenuta nel cassetto una ragione vi sarà pur stata vista la fragilità degli equilibri in quell’area comprese per le religiosità li nate cresciute e affermatesi nel mondo. Non è legittimando Gerusalemme come capitale di Israele che l’importanza della stessa in quell’area si rafforzi. Con questa decisione avremo l’effetto contrario ed il populismo del capo americano e lsraeliano ne scateneranno le conseguenze. Quando si dice che da un grande male, una grande sofferenza si rafforza e consolida il bene futuro si dice una non verità e certi fatti e scelte lo dimostrano.

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      07 Dicembre 2017 - 22:10

      70 Anni dopo la nascita le controparti in causa ne contestano ancora il diritto ad esistere. Perseverare sarebbe diabolico, quanto meno ipocrita. Da oggi i negoziati diventano roba seria.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    06 Dicembre 2017 - 23:11

    Grandissimo pachidermone dalla barba profetica, abbiamo il cuore in gola noi tutti tra i vari figli di Abramo. Anche perchè la decisione del Congresso Statunitense, se oggi pare già "vecchia" di vent'anni, quasi scontata, arrivó per la prima volta, MilleNovecento anni dopo il macello dei Romani. Dire che oggi è un giorno storico è un understatement. Che l 'America sia Great Again non è un over-statement. Trump è limitato ma lo ha eletto l'America migliore (relativamente parlando, che non è poco significativo, nè per questo meno importante, anzi!) Storica giornata, 6 dicembre 2017, che gli imbecilli nel mondo in ogni paese, professione, colore o gender non capiscono - email come potrebbero?

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  • r.carletti73@gmail.com

    r.carletti73

    06 Dicembre 2017 - 23:11

    Condivido ma come ha scritto cerasa Trump non è l’uimo Giusto per far questo nel senso che rimane un peccato non lo abbiamo fatto i suoi predecessori adesso mi sembra una decisione giusta ma appunto presa dal uomo sbagliato

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      07 Dicembre 2017 - 21:09

      Non esistono uomini giusti e uomini sbagliati, esistono solo decisioni giuste e decisioni sbagliate.

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