Anche Trump ogni tanto ci prende

Il presidente disinnesca la trappola della libertà religiosa tesa da Obama

Anche Trump ogni tanto ci prende

Foto LaPresse

Gli orologi rotti due volte al giorno ci prendono, e allo stesso modo le lancette politiche di Donald Trump ogni tanto segnano l’ora giusta. La revoca del mandato del ministero della Salute sull’obbligo di offrire contraccettivi e farmaci abortivi gratuiti nei piani assicurativi è uno di questi casi, passato un po’ in sordina rispetto agli altri intrattenimenti da trivio che la Casa Bianca quotidianamente ci offre. Con l’annuncio di venerdì, l’Amministrazione corregge un preoccupante restrizione della libertà religiosa approvata da Barack Obama per decreto, una delle decisioni più gravide di conseguenze fra quelle prese dalla precedente amministrazione.

 

Il dispositivo imponeva anche a istituzioni di ispirazione religiosa – scuole, università, ospedali ecc. – di offrire gratuitamente la copertura dei contraccettivi, sulla base di un ragionamento truffaldino: i luoghi di culto, si diceva, godono di speciali esenzioni in base al principio della libertà religiosa (il cuore del Primo emendamento), ma lo stesso non vale per le opere che nascono dall’esperienza della fede. Quelle devono adeguarsi alla pillola come diritto inalienabile. Il New York Times, portavoce delle anime belle, l’ha capziosamente presentata in un articolo di cronaca (non in un editoriale) come un modo “per negare alle donne la copertura assicurativa per la contraccezione”, mentre qui si tratta di restituire alle istituzioni d’ispirazione religiosa la libertà di non violare la propria coscienza, secondo un principio che è americano prima che religioso. La conferenza episcopale americana ha saggiamente definito la decisione “un ritorno al senso comune”.

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  • adebenedetti

    12 Ottobre 2017 - 00:12

    Sarebbe interessante se un giornalista del Foglio si dedicasse alla legge sull`aborto dell`Illinois legge voluta da Obama quando era sentore in quello Stato non di quello Stato. Si tratta dei bambini nati vivi nei casi di aborti ritardati e per legge lasciati morire per rispettare il volere di quella che io mi rifiuto di chiamare madre.

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  • branzanti

    11 Ottobre 2017 - 09:09

    La libertà religiosa riguarda il culto e, da ateo convinto, sono perché venga pienamente garantita. Quando l''appartenenza religiosa viene portata a giustificazione di scelte che contrastano con la legge non credo debba avere alcuna protezione. Per essere chiaro ritengo l'obiezione di coscienza in materia di aborto un rifiuto di atto medico. Su questa ennesima decisione sbagliata del Tinta penso abbia pienamente ragione il Nyt.

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    • iksamagreb@gmail.com

      iksamagreb

      11 Ottobre 2017 - 22:10

      Ma negli USA la moneta ha sempre fatto capire che lo Stato è per persone che credono in Dio. Essere ateo è comunque liberamente consentito (proprio perché Dio non obbliga a crederGli per rispetto della libertà di ogni persona da Lui creata a propria immagine e somiglianza) ma non obbligatorio (come invece obbligano gli Stati atei ad essere ateo). E l'obiezione di coscienza è consentita perché l'uomo è più importante dello Stato e la Legge di Dio (e di natura, direi) va rispettata più delle Leggi di Stato. Che poi uccidere una persona sia un "atto medico" lo lascio giudicare a lei. Per me è un omicidio, ma di fatto lo è perché uccide un nascituro ossia un essere che sarebbe nato come io e Lei, che non saremmo, se quell'abominevole atto medico fosse stato operato nei pancioni delle nostre mamme. Sono un pierino? Ok. Comunque sia, gli USA sono diventati l'"America" per merito di quell'IN GOD WE TRUST. Vabbè: ora c'è il Tinta, prima c'era il tintarella. Ma se ci guardiamo noi...

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