Trenta flessioni per un biglietto. Tutte le stravaganze della metro di Mosca

Micol Flammini

La metropolitana della capitale russa è un posto bello e bizzarro. Ha degli strani tornelli e il ticket, che un tempo si pagava con gli squat, ora si pagherà con un anello

A Mosca vige la legge del tornello ed è molto severa. Se passeggiare per le gallerie sotterranee della capitale russa è un’esperienza prima di tutto estetica, una sfilata tra i marmi e gli ori dello splendore zarista, passare il tornello potrebbe regalare, al contrario, un momento doloroso. Infatti,  non si vede. Esce a sorpresa. Se non si è sufficientemente rapidi da vidimare il biglietto, riprenderlo, superare la microspia di controllo e scivolare via verso i binari, il tornello potrebbe uscire allo scoperto e colpire, a seconda dell’altezza del passeggero, o il muscolo femorale o la rotula. Se non si è abituati, si può rimanere vittima di questa pratica crudelmente bizzarra che per fortuna permane, ormai, solo in poche stazioni.

 

La metropolitana di Mosca è un punto di orgoglio per i cittadini. È tra le più antiche e le più belle del mondo. Le sue fermate garantiscono un viaggio dentro la storia del popolo russo: dai fasti imperiali al monumentalismo sovietico fino al grigiore pallido e caotico della fine degli anni Novanta. Poi ci sono quelle nuovissime che hanno contribuito ad espandere ulteriormente la rete sotterranea di Mosca. Per percorrere tutta la linea blu, da un capo all’altro, ci vogliono quasi settanta minuti e ogni stazione è una storia diversa.

 

Ma le storie della metropolitana di Mosca non si esauriscono alle sue fermate. Anche i biglietti sono parte di questo racconto sotterraneo. In vista delle Olimpiadi di Sochi del 2014, la città diede il via a un'iniziativa stravagante e per molti spossante. Per spronare le persone a fare attività fisica, in alcune stazioni Metro, i biglietti potevano essere acquistati pagando in esercizio fisico. Trenta squat per un biglietto: era questo il prezzo per viaggiare in metro e rimettersi in forma. Così tra le statue possenti dei lavoratori, i russi di oggi si posizionavano di fronte a una macchinetta erogatrice e, anziché, tirare fuori i soldi, mettevano alla prova la forza delle gambe. La macchina, impietosa, spiava i passeggeri tramite una telecamera e solo al termine del trentesimo piegamento, non uno di meno, emetteva il biglietto. 

 

 

 

Muscoli, vezzi e stravaganze. L’iniziativa legata alle Olimpiadi è andata avanti per due mesi. Ora la metro di Mosca ha proposto di abolire la carta magnetica Troika e sostituirla con un anello (foto sotto). Decisamente più comodo, più vezzoso e, se studiato bene, potrebbe risultare anche elegante. Così, invece di aggiungere una carta alle tante già presenti nei portafogli, il sistema metropolitano di Mosca, per la prima volta in tutto il mondo, mette l’anello al dito ai suoi passeggeri. Una promessa che lega i moscoviti alla loro bella metropolitana? Forse.

 

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