cerca

Felipe contro il referendum: “Non esiste una Spagna senza Catalogna”

A due giorni dal voto di domenica il re rompe il suo silenzio, parla alla nazione e accusa la Generalitat di essersi spinta oltre i margini del diritto e della democrazia

3 Ottobre 2017 alle 21:55

Felipe VI: “Momenti molto gravi per la nostra democrazia”

Foto dal sito della Casa reale spagnola

Non è cosa comune che il re indirizzi un messaggio agli spagnoli, è una consuetudine che i reali riservano a momenti storici particolari (o al Natale). E quella di oggi è la prima volta in cui Filippo VI compare in abiti civili davanti alle telecamere. Alle spalle, la scelta non è ovviamente casuale, la bandiera spagnola e quella dell’Unione europea. Due giorni dopo il referendum indipendentista, il re Filippo VI rompe il suo silenzio e accusa le Generalitat di essersi spinta oltre i margini del diritto e della democrazia e di aver tentato di “infrangere l’unità della Spagna”.

 

 

I giorni del referendum

“Stiamo vivendo dei momenti molto gravi per la nostra democrazia” ha esordito Filippo VI. Poi, rivolgendosi alle autorità catalan, le ha accusate di aver  “infranto sistematicamente le leggi, dimostrando una slealtà inammissibile nei confronti dello Stato, ribaltando l’armonia e la convivenza all’interno della società catalana”. Il messaggio di Filippo VI era diretto a tutti gli spagnoli e “particolarmente ai catalani ai quali voglio ricordare che è da decenni che viviamo in uno stato democratico”.

  

 

 
Ai catalani

Poi ha cercato di tranquillizzare i catalani: “So che in Catalogna c’è molta preoccupazione per come si sono comportate le autorità catalane e a loro dico che non sono soli”. “La responsabilità dello stato è di assicurare l’ordine costituzionale, è un momento difficile, ma ne usciremo”, ha assicurato.

 


Una Spagna con la Catalogna

“I nostri principi democratici sono forti e solidi, si basano sul desiderio degli spagnoli di vivere in pace e in libertà”, ha detto quindi il re. “Dobbiamo continuare a percorrere questa strada con serenità e determinazione”. A conclusione del suo messaggio ha detto: “Vogliamo una Spagna che includa anche la Catalogna. Ribadisco l'impegno costante della corona alla democrazia, all'unità e alla permanenza della Spagna”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Andrea D.

    04 Ottobre 2017 - 07:07

    L'Unione Europea è fuorilegge due volte difendendo la Costituzione Spagnola che ha emesso tramite la Corte Costituzionale una sentenza canaglia negando il libero voto del popolo Catalano in difformità della Carta di New York del 19 dicembre 1966 ratificata in Legge Spagnola BOE-A-1977-10734 "dimentica" che le norme di diritto internazionale prendono una valenza pre-costituzionale in tutti i Paesi Membri delle Nazioni Unite. I Catalani hanno sancito il diritto di autodeterminarsi, se non fosse chiaro questo concetto, ricordo che è stato appositamente inserito per evitare di dover interpellare l'aguzzino se bontà sua vuol liberare lo schiavo, AUTODETERMINAZIONE. Dimentica inoltre la UE il suo medesimo articolo 7 che ha fortemente voluto inserire: Article 7 of the European Union Treaty: "Suspension of any Member State that uses military force on its own population". La domanda mi sorge spontanea, non è che la UE si para il sedere considerando civile per denominazione la Guardia Civil?

    Report

    Rispondi

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    04 Ottobre 2017 - 00:12

    Parole chiare, responsabili, da Re di tutti gli spagnoli, catalani inclusi. Felipe VI è diventato il sacrificio umano da immolare sull'altare del politicamente corretto. Il mostro concettuale, qualunquista e populista, che detta i tempi e i toni e i contenuti dell'indottrinamento di massa. Un'ideologia che come tale ha la sua ragion d'essere nel dividere le società in buoni e virtuosi, i suoi seguaci e in cattivi e infami, i suoi avversari.

    Report

    Rispondi

Servizi