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Guida alla cabala tedesca

Merkel danza tra le possibili coalizioni, ma occhio al destino di Schäuble

19 Settembre 2017 alle 06:00

Guida alla cabala tedesca

Foto LaPresse

Per il suo 75esimo compleanno, Wolfgang Schäuble potrebbe aver ricevuto un regalo avvelenato da Angela Merkel. La cancelliera tedesca ieri si è presentata alla festa del suo ministro delle Finanze vestita di nero e giallo, i colori della sua Cdu e dei liberali della Fdp. Un segnale della sua coalizione preferita dopo il voto domenica? Come condizione per allearsi con la Cdu, i liberali hanno chiesto il posto di Schäuble, la cui defenestrazione dovrebbe essere celebrata da Atene a Lisbona passando per Roma, dove il ministro delle Finanze tedesco è stato definito il “bad guy” d’Europa (copyright il capogruppo degli euro-socialisti Gianni Pittella) per aver preteso risanamento dei conti in cambio di aiuti. E invece a creare allarme è l’ipotetico arrivo della Fdp, che metterebbe fine alla Grosse Koalition tra i cristiano-democratici della Cdu e i social-democratici della Spd. Sotto la leadership di Christian Lindner, i liberali si sono spostati molto a destra non solo sull’immigrazione, ma anche sulle politiche europee, come dimostra il “no” alle proposte di Emmanuel Macron sulla zona euro o la Grexit come prezzo di un alleggerimento del debito greco.

 

In realtà la paura per la Fdp è fortemente esagerata. L’aritmetica dei sondaggi consiglia prudenza: i liberali potrebbero arrivare terzi davanti ai populisti di Alternative für Deutschland (AfD), ma anche precipitare al quinto posto senza garantire a Merkel i deputati di cui ha bisogno. Martin Schulz, il candidato della Spd, a inizio campagna aveva promesso un futuro all’opposizione in caso di sconfitta, ma ha innescato la marcia indietro con l’annuncio di un referendum interno per consultare la base. A prescindere dall’alleato, sarà comunque Merkel ad avere la quota più consistente di azioni del prossimo governo e, dunque, a dettare l’agenda europea della Germania all’insegna della continuità e della stabilità. Prudente e pragmatica, la cancelliera vuole andare incontro a Macron, ma non tradirà il consenso tedesco sulla necessità di non firmare assegni in bianco ai paesi del sud. A ogni concessione della Germania su bilancio autonomo della zona euro o unione bancaria dovranno corrispondere concessioni da Francia, Italia e Spagna su trasferimenti di sovranità per permettere a Bruxelles di mettere il becco nei bilanci nazionali o i salvataggi bancari: questo è il messaggio che Merkel, Schäuble e la Spd hanno sempre inviato. La Fdp e Lindner dicono la stessa cosa, ma con accenti più populisti.

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