Ad Atene Macron risveglia l'Europa (con Carrère embedded)

Discorso dal grande valore simbolico, quello del presidente francese sulla Pnice della capitale greca. Parigi rappresenta del resto il 10 per cento degli investimenti diretti in Grecia, e l'Eliseo non ha intenzione cedere campo alle imprese tedesche e cinesi

8 Settembre 2017 alle 06:17

Macron

Emmanuel Macron ad Atene

Parigi. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha scelto Atene, il luogo dove è stata inventata la democrazia per “risvegliare l’Europa”. Sullo sfondo, l’Acropoli e le vestigia del Partenone, il pulpito al centro della Pnice, la collina di Atene dove nell’antichità l’Ecclesia si riuniva per deliberare: così Macron ha lanciato il “messaggio di fiducia” ai popoli europei, affinché tornino a credere nel progetto comune. La “rifondazione democratica” del continente deve ripartire da dove il progetto europeo ha subito la sua prova più dura. “Abbiamo bisogno di un’Europa unita ora più che mai. La sua dissoluzione sarebbe un suicidio politico”, ha dichiarato Macron, prima di aggiungere che “la crisi della Grecia è stata la crisi dell’Europa, un fallimento dell’Europa”. Sovranità, democrazia e cultura sono state le tre parole chiave dell’intervento del capo dello stato francese: “Se continuiamo a chiudere gli occhi e a non fare autocritica, saremo la generazione responsabile della scomparsa dell’Europa. Dobbiamo ritrovare la responsabilità e la solidarietà, la forza di una sovranità che non sia solo nazionale ma anche europea. Dobbiamo avere il coraggio di ritrovare la via della democrazia”. E ancora: “La cultura è ciò che ci unisce. È sulla cultura che la fiducia europea può essere costruita”. Poi, rivolgendosi ai giovani, ha affermato: “Non voglio scrivere il vostro futuro, ma voglio darvi la possibilità di sceglierlo”.

 

Prima di Macron, André Malraux, ministro della Cultura ai tempi di Charles de Gaulle, era stato l’unico francese ad esprimersi dal pulpito ateniese. Era il 1959, e sulla Pnice, Malraux pronunciò un discorso per festeggiare il primo giorno in cui l’Acropoli fu illuminata. Il contenuto dell’intervento del neopresidente francese, così come il luogo e la tempistica scelti per esprimere la sua visione politica, sono ancora una volta carichi di simboli: alla vigilia delle elezioni in Germania, paese con cui vuole rilanciare il motore europeo, nella culla della civiltà occidentale, e davanti a molti giovani, che rappresentano il futuro del continente, e che in Grecia hanno sofferto più degli altri la crisi economica. “Vuole riscrivere la storia del continente nel lungo periodo”, spiega al Figaro un fedelissimo del presidente. Nell’aereo che ha trasportato il presidente francese nella capitale greca, c’era anche un ospite molto speciale: lo scrittore parigino Emmanuel Carrère, che ha accettato, per conto del Guardian, di scrivere un ritratto di Macron. Nei panni inediti di giornalista embedded, Carrère ha seguito la trasferta ateniese passo dopo passo. “Il suo sguardo sul giovane inquilino dell’Eliseo che pronuncia un discorso sulla democrazia nel cuore della città antica promette di essere saporito”, scrive il Parisien.

 

Ma nella folta delegazione che ha accompagnato Macron c’erano soprattutto il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, e una cinquantina di imprenditori francesi, tra cui i rappresentanti di Engie e Suez, pronti a tornare a investire in terra ellenica. Dopo anni di crisi e recessione, l’economia greca sembra intravedere la luce, grazie ai numeri record del turismo e al ritorno progressivo degli investimenti stranieri. Lontano dal 2,7 per cento che il governo ateniese sperava di raggiungere a inizio anno, la crescita dell’economia greca dovrebbe comunque stabilirsi tra l’1,5 e il 2 per cento per il 2017. E la Francia, che rappresenta attualmente il 10 per cento degli investimenti diretti in Grecia, non ha intenzione di lasciare il campo libero alle imprese tedesche e cinesi.

 

La questione della sovranità è al centro del dibattito sulla rifondazione dell’Europa fin da quando Macron era al ministero dell’Economia, e assieme a Sigmar Gabriel, attuale ministro degli Esteri tedesco, aveva firmato un documento programmatico, intitolato “Per un’unione solidale e differenziata”. Ieri, ad Atene, Macron ha ribadito la necessità, per l’Europa, di “voltare pagina, dopo un decennio di tentennamenti”.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    08 Settembre 2017 - 16:04

    E bravo ( dù) Macron ,ha anche lui suo l'aforisma Ricucci che è la parafrasi del detto famoso che si è fatto sequenza .Dal primigenio armamoci partiamo divenne armiamoci e partite per poi divenire armatevi e partite .Ecco oggi tutte le menti più sopraffine sono divenute esortative non partecipative : armiamoci di qualche virtù cardinale e accogliete i migranti. Primo Bergolgio che dimentico che solo in Roma e dintorni gli istituti religiosi cattolici hanno una disponibilità di centinaia di migliaia di letti e dunque ricordare i due milioni di ragazzi ( fonte Repubblica) convocati da Woytila a Tor vergata nel 2000,) ma col ciufelo esorta le confraternite cattoliche a fare accoglienza.

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