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Modello Albania

Come a Malta, il successo economico spinge la sinistra riformatrice che vince le elezioni politiche

26 Giugno 2017 alle 18:20

Modello Albania

Il premier albanese Edi Rama (foto LaPresse)

La crescita economia ha fatto vincere la sinistra in Albania, come già è accaduto con i laburisti  a Malta. Il Partito socialista del primo ministro Edi Rama è dato con il 45-49 per cento dei voti, dopo il voto di domenica, i primi scrutini portano la percentuale al 52 per cento, in ogni caso si tratta della maggioranza assoluta in Parlamento. Secondo i dati dell’Economist la crescita del prodotto interno lordo albanese è passata dal 2,8 per cento del 2015 al 3,2 del 2016 e per il biennino 2017-18 è prevista al 3,6. Secondo la classifica annuale Doing Business, l’Albania è salita dalla posizione 90 nel 2016 alla 58esima nel 2017, le imprese italiane e di altri paesi delocalizzano in Albania, e accanto al quasi mezzo milione di albanesi che è emigrato in Italia ci sono ormai oltre ventimila italiani che sono andati a lavorare in Albania. Ma qual è la spiegazione del miracolo economico albanese? “Facile”, disse nel 2015 con stile volutamente provocatorio Edi Rama, quando venne in Italia a parlare a Confindustria Giovani. “Siamo senza Senato, senza sindacati, senza sinistra radicale e senza comici in politica”. In realtà i sindacati ci sono, ma non fanno troppo ostruzionismo a un modello in cui, diceva ancora Edi Rama, “per fare una legge bastano cinque settimane, per aprire un’impresa bastano otto ore e un euro, le tasse sono basse, e sulle leggi sul lavoro a favore delle imprese e sui servizi pubblici ai cittadini siamo più avanti di voi”.

Maurizio Stefanini

Romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988. Moglie, due figli. Free lance impenitente, collabora col Foglio dalla fondazione. Di formazione liberale classica, corretta da radici contadine e da un'intensa frequentazione del Terzo Mondo. Specialista in America Latina, Terzo Mondo, movimenti politici comparati, approfondimenti storici. Ha pubblicato vari libri, tra cui “I nomi del male”, ritratto dei leader dell’asse del Male, "Ultras - Identità, politica e violenza nel tifo sportivo da Pompei a Raciti e Sandri" e, per ultimo, "Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone". Parla cinque lingue; suona dieci strumenti (preferito, fisarmonica).

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