Un'agenda per il nuovo ambasciatore italiano in Israele

I rapporti tra Roma e Gerusalemme si sono ulteriormente rafforzati in epoca recente. Purtroppo le potenzialità non vengono messe a regime. C'è bisogno di un nuovo approccio
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16 MAY 17
Ultimo aggiornamento: 09:05 AM | 8 AUG 20
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Il voto negativo dell’Italia sull’ultima scandalosa risoluzione Unesco contro Israele è sicuramente indice dei solidi rapporti tra Roma e Gerusalemme che si sono ulteriormente rafforzati in epoca recente. È certamente doveroso ringraziare l’Ambasciatore uscente Francesco Maria Talò per l’ottimo lavoro svolto in questi anni. Il Consiglio dei Ministri ha recentemente designato il nuovo Ambasciatore italiano in Israele, Gianluigi Benedetti al quale vanno i nostri più sinceri auguri. Si tratta di un ruolo estremamente importante che va ben oltre la diplomazia.
Nel quadro della crisi economica che attraversa l’Europa, Israele rappresenta un’isola felice di sviluppo, innovazione, crescita ed ottimismo. L’Italia si trova in posizione strategica sia culturalmente che geopoliticamente per essere il ponte naturale d’Israele verso l’Europa. Viceversa in Israele l’Italia può trovare una grande fonte d’ispirazione per il suo rilancio.
Il dramma, a mio modesto avviso, è che le potenzialità non vengono messe a regime. Si fanno delle belle visite, le delegazioni arrivano e ripartono, i trattati vengono firmati ma poco si muove. C’è necessità di mettere la palla a terra. Vorrei quindi provare a tracciare alcuni criteri che dovrebbero guidare questo nuovo approccio.
*Presidente del Jewish Economic Forum