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Anche il genero di Trump interrogato dal Senato sui legami di Trump con la Russia

Jared Kushner dovrà rispondere su due incontri organizzati con dei funzionari russi. Per la Casa Bianca, però, non ci sono misteri. Intanto il 36enne sarà a capo di un'altra squadra governativa

28 Marzo 2017 alle 15:05

Jared Kushner e Donald Trump

Jared Kushner con il suocero Donald Trump (foto LaPresse)

La commissione Intelligence del Senato interrogherà Jared Kushner, genero di Trump, per chiedere delucidazioni a proposito di un suo incontro con un alto dirigente di un banca russa inserita nella lista delle entità sanzionate dagli Stati Uniti.

 

L'inchiesta si inserisce nel quadro delle presunte interferenze del Cremlino nelle ultime elezioni americane sulle quali indaga l'Fbi. In particolare, scrive il New York Times che cita fonti dell'Amministrazione e del Congresso, i dubbi da chiarire riguardano due incontri che Kushner avrebbe organizzato con funzionari russi in qualità di collaboratore stretto del presidente americano. Il primo ha avuto luogo alla Trump Tower di New York nel dicembre scorso: oltre a Kushner, erano presenti l'ambasciatore del Cremlino Sergei Kislyak e l'ex consigliere alla sicurezza di Trump, Michael Flynn. In un'altra occasione, invece, Kushner ha avuto un faccia a faccia con il capo della banca di sviluppo statale russa, Sergei Gorkov. Il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer ha detto che il marito di Ivanka Trump non ha alcun problema a testimoniare perché il suo lavoro di consigliere prevede proprio questo tipo di contatti e dunque non ha niente da nascondere. Sempre secondo lo staff di Trump, nei due incontri non è stato discusso nulla di particolarmente significativo e per i membri della squadra presidenziale è routine vedere non soltanto funzionari russi, ma anche altre delegazioni straniere. Un funzionario dell'Amministrazione sentito dal Wall Street Journal ha provato a difendere Kushner che "non sapeva che la banca in questione fosse nella lista delle entità sanzionate".

 

Il problema è il fatto che uno stretto collaboratore del presidente degli Stati Uniti abbia incontrato una banca finita sotto le sanzioni americane prima ancora che la nuova Amministrazione prendesse pieni poteri. I rapporti dubbi intrattenuti da Kushner con la Russia si aggiungono a quelli già finiti nelle indagini dell'Fbi e dell'intelligence americana. Sia Paul Manafort, presidente della campagna elettorale di Trump, sia Carter Page, consigliere del presidente, dovranno comparire in commissione al Senato per spiegare a loro volta i dettagli delle loro relazioni con Mosca. L'ultimo della lista è stato Michael Flynn, anche lui accusato di avere avuto contatti con diplomatici russi prima che la nuova Amministrazione si insediasse.

 

In questi mesi Jared Kushner ha svolto compiti delicati. Tra il ruolo di mediatore per la pace in medio oriente e le rassicurazioni a Messico e Canada sulla rinegoziazione del Nafta, il genero di The Donald ha anche gestito i diplomatici cinesi “perplessi” per la nuova politica di Washington. 

 

The big genero

Jared Kushner, marito di Ivanka: da soprammobile di famiglia a eminenza grigia nell’universo di Trump. E’ stato lui a decretare la fine dell’esperienza di Paul Manafort, manager della campagna elettorale, e prima di Corey Lewandowski.

 

In tutto questo, Jared sarà a capo del White House Office of American Innovation, che tra i suoi scopi dovrà rivedere la burocrazia governativa, magari privatizzando alcune funzioni, e spingere sul tasto dell'innovazione tecnologica. Non a caso tra i consulenti ci sono Bill Gates di Microsoft, Tim Cook di Apple, Marc Benioff di Salesforce ed Elon Musk di Tesla.

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