Annegret Kramp-Karrenbauer con Angela Merkel (foto LaPresse)

In Germania l'effetto Schulz non si traduce in voti per l'Spd

Redazione

Nella piccola regione del Saarland vince Merkel, i populisti non sfondano e gli elettori bocciano la possibile alleanza tra i partiti di sinistra. L'esperienza della grande coalizione non è ancora finita. 

La sconfitta del Partito socialdemocratico tedesco (Spd) nella piccola regione del Saarland dimostra che per il nuovo leader socialista, Martin Schulz, la strada per la cancelleria della Germania non sarà semplice. Il voto di domenica ha visto l'affermazione netta dei cristiano-democratici di Angela Merkel (Cdu) che ha raccolto il 40,7 per cento dei consensi, in crescita rispetto al 2012 quando si fermò al 35,2 per cento. L'Spd invece non va oltre il 29,6 per cento, un passo indietro rispetto al 30,6 di cinque anni fa. Ben peggiori i risultati della Sinistra, che racimola il 12,9 per cento, e dei Verdi, che con il 4,5 per cento non ottiene nemmeno un seggio al Parlamento). I populisti di estrema destra di Alternative für Deutschland (Afd) raccolgono il 6,2 e, pur ottenendo tre seggi al Parlamento locale per la prima volta, raccolgono meno voti di quanto previsto.

 

Per Martin Schulz il risultato non può che essere deludente: nonostante alcuni sondaggi lo diano in vantaggio su Merkel in vista del voto per il Parlamento federale di settembre (proprio oggi uno di questi dà l'Spd a parimerito con la Cdu al 33 per cento), i socialisti devono arrendersi già al primo di una lunga serie di voti chiave a livello locale, previsti nei prossimi mesi. Il voto nel Saarland, dicono gli analisti, era importante per capire l'entità dell’effetto Schulz e per delineare il comportamento degli elettori, anche in vista delle prossime elezioni in Schleswig-Holstein e nel Nord Reno-Westphalia.

 

 

"Prendere un gol non significa che la partita è finita", ha commentato Schulz. In realtà, le aspettative dell'Spd erano ben altre: anche se la piccola regione del sud-ovest della Germania è governata da 18 anni dalla Cdu, l'effetto Schulz che ha interessato l'intero paese aveva fatto sperare persino in un governo in coalizione tra Spd, Verdi e partito della Sinistra. Invece la centrista cristano-democratica, Annegret Kramp-Karrenbauer, ha battuto in modo agevole la rivale socialista Anke Rehlinger, convincendo gli elettori che l'esperienza della Grande coalizione tra Cdu e Spd non è ancora finita. 

  

"Dobbiamo ammettere che la gran parte della popolazione ha scelto per la Grande coalizione", ha dichiarato Frauke Petry, leader di Afd. "Il popolo ha scelto per la stabilità e l'affidabilità", ha aggiunto Peter Tauber, segretario generale della Cdu. Così, se davvero il voto nello stato meno popoloso della Germania ha dato un messaggio valido per l'intera Germania, ha aggiunto Tauber, è che "l'Spd è stato colpito dalla paura degli elettori per una possibile alleanza tra rossi".