Trump salva solo la Brexit e attacca Nato, Ue, Merkel e Iran

Redazione

La Nato è "obsoleta", mentre la Merkel avrebbe commesso un "errore catastrofico". Possibili restrizioni per gli europei in America, mentre si va verso lo sfratto dei giornalisti dalla Casa Bianca

Nato "obsoleta", dure critiche alla Merkel sulla questione migranti, Unione europea a guida tedesca che rischia altri abbandoni dopo la Brexit, veleno sull'accordo nucleare iraniano, restrizioni per gli europei che intendono viaggiare verso gli Stati Uniti. In attesa del suo insediamento ufficiale di venerdì 20 gennaio, Donald Trump ha concesso due diverse interviste ai giornali europei: una al Times di Londra e l'altra alla tedesca Bild.

 

Il prossimo presidente americano ha criticato la Nato che, pur rimanendo "importante" per gli equilibri mondiali, è ormai diventata “obsoleta”, in quanto ormai non starebbe facendo abbastanza per affrontare il problema del "terrore" e perché soltanto cinque paesi dell'Alleanza atlantica "pagano quanto dovrebbero", e questo "non è molto corretto nei confronti degli Stati Uniti". 

 

The Donald ha attaccato anche l'Ue, divenuta sostanzialmente uno strumento della Germania, pur evidenziando la profonda stima per Angela Merkel, comunque colpevole di aver commesso un "errore catastrofico" ad accogliere "tutti questi clandestini". "Molto presto altri paesi lasceranno l'Unione" dopo il "successo" della Brexit, una "grande cosa" arrivata perché "i paesi vogliono conservare la loro identità", dice Trump, che ha anche parlato di un futuro "accordo commerciale" con il Regno Unito.

 

La fiducia del presidente nei confronti della cancelliera tedesca potrebbe però anche "non durare a lungo" perché al pari di Vladimir Putin viene considerata un alleato potenzialmente problematico. A proposito della Russia, Trump ha comunque affermato che potrebbe pensare di cancellare le sanzioni se Mosca decidesse di ridurre i suoi armamenti nucleari. Un problema, quello del nucleare, che il presidente eletto vuole affrontare in maniera radicale, partendo dall'Iran e dall'accordo ("il più stupido che abbia mai visto") stretto da Obama con il paese degli ayatollah.

Per quanto riguarda la politica interna, l'amministrazione Trump potrebbe iniziare con lo sfratto dei giornalisti dalla Casa Bianca. Stando a quanto riferisce il capo di gabinetto Reince Priebus, i briefing quotidiani del portavoce Sean Spicer potrebbero tenersi fuori dalla residenza presidenziale, dunque i corrispondenti dalla Casa Bianca verrebbero trasferiti dalla West Wing di Pennsylvania Avenue al vicino edificio dell'Old Executive Office.

 

E i giornalisti potrebbero non essere gli unici ad avere problemi di ingresso nell'America di Trump: ci saranno nuove norme "che potrebbero comprendere anche restrizioni sugli europei che viaggiano negli Usa e controlli estremi per quelli che arrivano in America da parti del mondo conosciute per il terrorismo islamico".

 

Non manca, poi, la stilettata nei confronti del Messico, con chiaro monito alla tedesca Bmw: “Se costruiranno auto nel nuovo impianto messicano, per importarle negli Stati Uniti dovranno pagare una tassa del 35 per cento”.

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