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L’equilibrismo di Murdoch

Licenziamenti e purghe del capo di Fox per non schierarsi in America

9 Settembre 2016 alle 06:08

L’equilibrismo di Murdoch

Rupert Murdoch (foto LaPresse)

Rupert Murdoch, il patron di Fox News, cammina su un filo sottile sopra la grande polarizzazione politica creata dalle elezioni americane di novembre. Celebre per i suoi endorsement e per un uso cinico della realpolitik, lo Squalo sembra indicare con le sue ultime mosse che in questa stagione surreale per il conservatorismo è poco saggio sbilanciarsi. Prima è arrivato il licenziamento di Roger Ailes, ormai ex potentissimo capo della rete, invischiato in uno scandalo di molestie sessuali iniziato a luglio e recentemente inviso a Murdoch per le sue posizioni troppo tendenti al candidato repubblicano Donald Trump, di cui Ailes adesso è diventato consigliere per i dibattiti.

 

Murdoch non solo ha congedato Ailes, ma ha anche patteggiato con la sua principale accusatrice, l’ex presentatrice Gretchen Carlson, concedendo una compensazione di 20 milioni di dollari e costringendo Ailes e la rete a scuse pubbliche. Rinunciare senza combattere non è nelle corde di Murdoch, né lo è rinunciare alla difesa di uno dei suoi pupilli (qualcuno ricorderà quanti mesi impiegò prima di mollare Rebekah Brooks al tempo dello scandalo di News of the World, per poi riprendersela appena le acque si calmarono). In questo processo è finita anche Greta Van Susteren, presentatrice storica di Fox che dopo tredici anni, approfittando di una clausola innescata dalla dipartita di Ailes, ha cercato di rinegoziare al rialzo il suo contratto ed è stata cacciata in malo modo. Questioni finanziarie, dicono i giornali, ma Van Susteren era stata una accesa sostenitrice di Ailes durante lo scandalo, e una delle voci più trumpiane di Fox. Lo Squalo è abituato alla mischia politica, ma questa volta è meglio tenersi in equilibrio.

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