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Tutto tranne l’islamismo

Il terrorista di Nizza “aveva una vita senza freni”, titolano con involontaria e macabra ironia diversi giornali, citando il procuratore di Parigi Francois Molins. Fino a pochi giorni fa il profilo di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, lo stragista che con il suo tir ha ucciso 84 persone.

20 Luglio 2016 alle 06:18

Tutto tranne l’islamismo

Il selfie scattato da Mohamed Lahouaiej Bouhlel poche ore prima dell'attentato di Nizza, davanti al camion usato per investire centinaia di persone (foto LaPresse)

Il terrorista di Nizza “aveva una vita senza freni”, titolano con involontaria e macabra ironia diversi giornali, citando il procuratore di Parigi Francois Molins. Fino a pochi giorni fa il profilo di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, lo stragista che con il suo tir ha ucciso 84 persone e ne ha ferite oltre un centinaio lungo la Promenade des Anglais, era quello di un individuo “depresso” e instabile, che non salutava i vicini di casa e stava divorziando. In pratica era un asociale, psicologicamente instabile, un caso patologico più che di estremismo islamico, anche perché “non aveva fatto per intero il Ramadan”. Ora invece il profilo tracciato sulla base delle notizie diffuse dagli inquirenti è quello di una persona “senza freni”. Altro che asociale, Bouhlel aveva una vita sessuale dissoluta, fatta di relazioni omosessuali e siti d’appuntamento, era sempre “arrapato”, si drogava e aveva alcuni amici che probabilmente l’hanno aiutato nell’organizzazione dell’attentato. Così il lupo solitario aveva in realtà il suo branchetto, non era depresso per il divorzio e se la spassava un po’ con tutti, ma in ogni caso non era un musulmano vero perché mangiava carne di maiale e beveva alcol, tutte cose in contraddizione con la fede islamica, come d’altronde la bisessualità.

 

Si tratta comunque di caso patologico, non più un depresso paranoico, ma un pazzo esaltato che ha fatto una strage partendo dalla pornografia e finendo a guardare i video di incidenti stradali mortali in rete. Ma la nostra società è piena di persone che spesso, anche solo per periodi temporanei, hanno problemi psichici, attraversano depressioni, hanno una vita sessuale dissoluta, fanno uso di droghe eppure quasi mai si trasformano in terroristi. Cosa ha spinto uno come Bouhlel a premeditare e organizzare una strage del genere? Ci sarebbe una pista che grazie ad alcuni indizi gli investigatori stanno battendo. Pare che Bouhlel mostrasse un interesse certo e recente per il movimento jihadista radicale. Pare che ascoltasse canti religiosi dell’Isis, che guardasse video di decapitazioni islamiste, facesse ricerche sulle sure del Corano e sostenesse il diritto del Califfato a un suo stato. Pare insomma che c’entri qualcosa il radicalismo islamico. Ma è solo un’ipotesi perché, come quasi tutti ripetono, non sono provati i legami con l’Isis. E allora va a finire che l’islamismo non c’entra nulla, sarà stata colpa della carne di maiale.

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