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Il colpo di stato turco che non voleva nessuno

E' fallito il colpo di stato in Turchia iniziato ieri sera, intorno alle 21.30 ora italiana, tentato da una parte dell'esercito turco. Il presidente Recep Tayyp Erdogan, di cui durante la notte si erano perse le tracce, è atterrato all'aeroporto di Istanbul Atatürk intorno alle 3 di questa mattina, accolto dai suoi sostenitori.

16 Luglio 2016 alle 07:48

Il colpo di stato turco che non voleva nessuno

E' fallito il colpo di stato in Turchia iniziato ieri sera, intorno alle 21.30 ora italiana, tentato da una parte dell'esercito turco. Il presidente Recep Tayyp Erdogan, di cui durante la notte si erano perse le tracce, è atterrato all'aeroporto di Istanbul Atatürk intorno alle 3 di questa mattina, accolto dai suoi sostenitori. Secondo il ministero della Giustizia, sarebbero oltre 754 i membri dell'esercito arrestati. Durante la notte ci sono stati scontri tra le forze di polizia e i rivoltosi, che hanno provocato almeno una sessantina di morti ad Ankara, per la maggior parte civili, e un migliaio di persone ferite. Il primo ministro Binali Yildirim - che otto ore fa era stato il primo ad annunciare il colpo di stato in corso – ha detto subito prima dell'atterraggio di Erdogan a Istanbul che la situazione "è sotto controllo". Circa un'ora fa l'aeroporto Atatürk è tornato operativo.

 

Ancora non è chiaro chi ci sia dietro il tentativo di colpo di stato, iniziato ieri sera con sorvoli a bassa quota con aerei da guerra delle due principali città turche, Ankara e Istanbul, con la chiusura dei ponti su Bosforo, con l'occupazione degli aeroporti e delle tv di stato, poi liberate dai lealisti. Poche ore fa, un gruppo di sessanta militari che stava controllando uno dei ponti sul Bosforo si è arreso e la tv di stato turca, di nuovo sotto il controllo delle forze governative, ha mandato in diretta le immagini. Durante la notte un elicottero delle forze golpiste militari è stato abbattuto da un jet governativo sulla capitale Ankara, e i testimoni hanno parlato di alcune esplosioni nella capitale e da piazza Taksim a Istanbul. Erdogan, che intorno alle 23.30 di ieri ha parlato da una località sconosciuta attraverso una diretta video sul cellulare,  aveva lanciato un appello chiedendo ai cittadini turchi di scendere in piazza per fermare i rivoltosi.

 

Il religioso Fetullah Gulen, che era stato subito accusato da Erdogan di aver organizzato il golpe, dal suo esilio in America ha condannato le interferenze dei militari nella vita politica del paese. I politici internazionali, tutti, hanno condannato nel corso della notte la destabilizzazione delle istituzioni democratiche turche. Nella notte ha Barack Obama ha diffuso un comunicato chiedendo alle parti di rispettare il governo democraticamente eletto. Così anche la cancelliera tedesca Angela Merkel: "L'ordine democratico deve essere rispettato".

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