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"Inutile illudersi. Le città non posso trasformarsi in Fort Knox"

Parla l'analista e professore all'Università di Nizza Jean-Pierre Darnis: "La minaccia terroristica durerà a lungo e la sicurezza assoluta è impraticabile". Nei mesi scorsi le autorità di Nizza avevano avviato esercitazioni contro eventuali attacchi nucleari e batteriologici.

15 Luglio 2016 alle 11:30

"Inutile illudersi. Le città non posso trasformarsi in Fort Knox"

Nizza, strage sulla Promenade des Anglais: camion sulla folla (foto LaPresse)

Anche se le indagini sull'attacco terroristico di ieri notte a Nizza sono ancora in corso e gli inquirenti restano cauti nel parlare di matrice islamica, il timore è che dietro gli 84 morti di Promenade des Anglais ci sia lo Stato islamico. Sono stati i vertici della Repubblica francese ad ammetterlo, a poche ore dalla strage. Nel suo intervento televisivo di stanotte, il presidente francese François Hollande ha dichiarato che “tutta la Francia è sotto la minaccia del terrorismo islamista, dobbiamo rafforzare ulteriormente la nostra protezione”. Il premier Manuel Valls ha rilanciato stamattina: “L'adattamento e il rafforzamento costante del nostro dispositivo di lotta contro il terrorismo islamista restano una priorità assoluta. Una vigilanza eccezionale in ogni istante e durante un lungo periodo saranno necessarie".

 

"Nel suo discorso, Hollande ha anticipato la bolla mediatica citando direttamente il terrorismo islamista", spiega al Foglio Jean-Pierre Darnis, direttore del Programma Sicurezza e Difesa dell'Istituto Affari internazionali e professore all'Università di Nizza. "Bisogna ancora verificare se l'attacco è eterodiretto dallo Stato islamico o se il responsabile era un semplice squilibrato", aggiunge. Ma i primi elementi filtrati finora sull'identità dell'uomo che ha guidato un camion contro la folla che passeggiava sul lungomare di Nizza, lasciano credere che l'attentato di matrice islamista sia altamente probabile. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un tunisino residente a Nizza. "Proprio da quella zona del sud della Francia il Califfato ha arruolato molti combattenti che si sono trasferiti in Siria e Iraq". Da tempo lo Stato islamico ha lanciato una campagna propagandistica in cui invita i suoi seguaci in Europa a uccidere gli infedeli ovunque si trovino e con qualunque mezzo. Nel 2014 una di queste campagne recitava: "Spaccagli la testa con una pietra, uccidilo con un coltello, investilo con una macchina".

 

Nel caso fosse confermata la matrice islamista dell'attacco, spiega Darnis, l'attacco dovrebbe essere interpretato tenendo a mente "quanto sta succedendo sul fronte mediorientale della guerra allo Stato islamico, dove il califfo perde sempre più terreno".

 


 


 

La Francia deve convivere con la paura: "Lo ha ricordato anche il presidente della Repubblica: dalla strage del Bataclan del novembre scorso il paese dovrà affrontare per molto tempo la minaccia terroristica", sottolinea Darnis. L'unico modo per affrontarla è "andare in profondità al problema. La risposta non può essere quella di trasformare le città francesi in Fort Knox. La sicurezza totale è impossibile da assicurare, ci saranno sempre delle falle e la logica di protezione perenne e assoluta".

 

Nizza era pronta da messia rischio di un attentato terroristico. Già da febbraio, quando nella città si svolge il terzo carnevale più importante d'Europa, le autorità locali avevano potenziato il livello di allerta. Una riunione dello scorso 5 febbraio, cui aveva partecipato anche il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve, aveva valutato il dispositivo di sicurezza messo allestito a Nizza in previsione dei festeggiamenti del carnevale, delle partite degli Europei (alcune delle quali si giocate proprio nella cittadina nelle scorse settimane) e in vista del Festival del cinema di Cannes, che dista pochi chilometri da Nizza. L'8 marzo scorso le forze di sicurezza avevano anche condotto un'esercitazione antiterrorismo nella città: "Tutte le ipotesi sono state prese in considerazione, comprese quelle di un attacco nucleare, batteriologico e chimico", aveva assicurato François-Xavier Lauch, viceprefetto della regione Alpes-Maritimes. Le autorità locali avevano anche preso in considerazione uno studio sulla sicurezza antiterrorismo redatto da un ex generale israeliano, David Lisnard, che aveva basato le sue considerazioni sui precedenti attentati agli hotel del 2008 di Bombay, in India, e quelli alle stazioni di Madrid del 2004.

 

Proprio ieri in mattinata, nel corso delle celebrazioni per il 14 luglio, Hollande aveva dichiarato di voler interrompere lo stato di emergenza nazionale imposto all'indomani dell'attentato di novembre. Oggi, dopo l'attacco di Nizza ha dovuto smentirsi e ha prorogato di altri tre mesi lo stato di emergenza".

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