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In lode del sistema inglese

Vediamo chi si dimette oggi, titolavano ieri le newsletter del mattino, aspettando un altro choc nella leadership del Regno Unito. Si va a caccia di un nuovo premier dei Tory, di una pace nel Partito laburista, di un leader per gli indipendentisti e, soprattutto, di un piano per gestire la Brexit.

5 Luglio 2016 alle 06:18

In lode del sistema inglese

Vediamo chi si dimette oggi, titolavano ieri le newsletter del mattino, aspettando un altro choc nella leadership del Regno Unito. Si va a caccia di un nuovo premier dei Tory, di una pace nel Partito laburista (con un nuovo capo, sarebbe augurabile), di un leader per gli indipendentisti e, soprattutto, di un piano per gestire la Brexit. “Omnishambles”, ripetono i commentatori, riprendendo un termine coniato nella serie tv “The Thick of It” che significa disordine totale. Eppure tra un retroscena imperdibile e l’altro (si sono traditi tutti, anche più volte), tra un’ironia e l’altra, tra un annuncio di fine imminente e l’altro, il sistema sta reggendo. Gran parte del lavoro lo sta facendo Carney, il governatore della Banca d’Inghilterra, che è allarmato da quel che accade e dalle ripercussioni future, ma rifiuta ogni catastrofismo.

 

Per il resto conta il fatto che il Regno Unito è un paese nato e cresciuto sull’ambizione della certezza e della stabilità, che si è dotato di un sistema di governo che riesce a sostenere le non-vittorie elettorali e l’arrembaggio dei populismi, garantendo una solidità bipartitica che in questo momento di grande tensione risulta molto utile. Questo non impedisce la trasformazione, soprattutto se si deve rispondere a un’esigenza che, nel referendum sulla Brexit, è risultata evidente: quasi tre milioni di inglesi sono andati a votare quando non lo facevano da anni (alcuni da decenni), e ora chiedono risposte. Ma di fronte all’incertezza massima, di fronte a un collasso delle persone ancor prima delle idee, il sistema istituzionale e partitico britannico regge. Una lezione per chi, in Italia, sogna ancora ritorni proporzionalistici. Forza Italicum, o giù di lì.

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