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"All'islam servono una rivoluzione sessuale e una intellettuale"

Omer Aziz su New Republic tenta di dare delle risposte sul perché della strage di Orlando. E scrive che l'omofobia dilagante nel mondo musulmano non va rimossa ma affrontata.

16 Giugno 2016 alle 16:27

"All'islam servono una rivoluzione sessuale e una intellettuale"

La comunità musulmana piange le vittime di Orlando (foto LaPresse)

Omer Aziz è uno scrittore e dottorando in legge a Yale. Sul magazine liberal New Republic, ha scritto un lungo commento sulla strage di Orlando, in cui Omar Mateen, cittadino americano di origini afghane, ha ucciso 59 persone in un noto locale gay della città della Florida dopo aver giurato fedeltà allo Stato islamico.

 

Aziz è di religione musulmana, nel senso che "l'islam è stata parte integrante della mia identità per tutta la mia vita", spiega nel testo. Oggi però dice di considerarsi piuttosto un agnostico. Nel suo articolo, Aziz parla dell'omofobia nell'islam e sottolinea come la strage di Orlando sia stata un gesto compiuto da un musulmano, la cui religione odia gli omosessuali. Il giovane arriva quindi a formulare un appello alla comunità musulmana affinché realizzi una rivoluzione sessuale e intellettuale riscattando la dignità individuale e collettiva.

 

Certo, sottolinea lo scrittore americano, "l'islam non ha il monopolio sull'omofobia", dato che molti altri paesi in Africa, Asia e America hanno adottato fino a oggi leggi discriminanti nei confronti dei gay. Ma finora, nel dibattito sorto dopo la strage di Orlando, "nessuno si è nemmeno avvicinato alla verità, ovvero che l'omofobia e dilagante nel mondo musulmano. E' giustificata dal clero e difesa dalla società".

 


Una coppia durante la veglia per le vittime della strage di Orlando (foto LaPresse)


 

Lo scrittore rivolge accuse pesanti alla società attuale e ai giovani che vivono anche in occidente. Le loro "menti sono permeate dall'omofobia", e senza nemmeno rendercene conto  noi ripetiamo in continuazione insulti grotteschi che fanno riferimento all'omosessualità (in particolare cita il termine inglese “faggot”, che significa omosessuale ma che nel discorso colloquiale sottintende un tono insultante). "Se sei musulmano e pensi che stia esagerando sulla visione dei musulmani a proposito dei gay, vai nella tua moschea questo venerdì e prova a confessare al tuo imam che sei omosessuale e ascolta la sua risposta", scrive provocatoriamente Aziz. Per spiegare perché ciò avvenga ancora oggi, lo scrittore dice che "lo scudo del senso di colpa dell'uomo bianco liberal protegge le minoranze socialmente conservatrici dal mettere in discussione le loro posizioni".

 

Aziz spiega anche come il salafismo sta "congelando l'islam" a un'interpretazione anacronistica del Corano che "cancella 1.400 anni di storia".  Aziz spiega meglio il concetto: "La combinazione fatale di pensieri retrogradi, dettami reazionari e violenza rivoluzionaria sono la vera essenza del fascismo". Ma l'islam era originariamente qualcosa di totalmente opposto, ricorda il giovane dottorando. "Il Profeta Maometto era tutto meno che un conservatore e ai suoi tempi sovvertì l'ordine sociale dell'Arabia. Le sue idee fondamentali – l'unità per tutte le persone, l'assenza di distinzione per classe, razza, l'illuminazione spirituale attraverso la purificazione del corpo, il divorzio e i diritti ereditari alle donne, la redistribuzione obbligatoria della ricchezza dai ricchi ai poveri – erano tutte proposizioni radicalmente egalitarie per i suoi tempi. Eppure riuscì a sfidare le élite della Mecca che volevano ucciderlo per aver introdotto simili blasfemie. Gli arabi erano illetterati, mentre l'arma di Maometto era la sua parola".

 


Un uomo studia il Corano (foto LaPresse)


 

Perché, allora, oggi l'omofobia permea la religione e la società musulmana? Aziz prova a dare una spiegazione: "L'omofobia non può essere convenzionalmente attribuita al Corano. La vera ragione per cui i musulmani denunciano istintivamente l'islamofobia mentre rimangono in silenzio sull'omofobia, è perché dalla loro giovane età si insegna ai bambini musulmani che l'attrazione sessuale  non è permessa. Una profonda ignoranza avvolge la vita sessuale di un bambino musulmano". E quindi: "Gli uomini sono esseri sessuati, e se l'attrazione sessuale è considerata un peccato dallo stato, dalla famiglia, dalla moschea e dalla comunità il bambino che comincerà a credere di essere diverso dagli altri si tormenterà e si desterà, rifiuterà sia la religione sia il suo stesso corpo, e questo, soprattutto, può portarlo facilmente alla frustrazione e alla violenza". Per questo, conclude Aziz, nel mondo islamico serve "una rivoluzione sessuale che accompagni quella intellettuale".

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