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Una cattedra di Harvard comprata da Teheran

L'università americana assume Ali Akbar Alikhani, un falco iraniano che parla di "pericolo ebraico".

10 Giugno 2016 alle 10:47

Una cattedra di Harvard comprata da Teheran

L'università di Harvard

Roma. Ali Akbar Alikhani è un celebre professore dell’Università di Teheran. Ha scritto e curato quindici libri accademici. Al suo curriculum ora Alikhani ha aggiunto anche “visiting scholar” della Harvard University, dove è stato assunto per lavorare a un progetto incentrato sulla “convivenza pacifica nell’islam”. Ma come rivela il Washington Free Beacon, il suo lavoro precedente ha indicato che il professore ha tutt’altro che pacifici sentimenti nei confronti di Israele e dell’ebraismo. La Facoltà di studi mondiali presso l’Università di Teheran, dove insegna Alikhani, è strettamente legata al regime iraniano che ha spesso minacciato Israele di distruzione e la Facoltà ingaggia gli studiosi che appoggiano direttamente l’ideologia del regime khomeinista. Alikhani ha pubblicato un libro intitolato “La minaccia ebraica - Pericolo per il cristianesimo e l’islam”. “L’autore fornisce soluzioni pratiche ed evidenti al giudaismo e al sionismo”, si legge. In una serie di paper accademici controversi, Alikhani ha elogiato anche Roger Garaudy, un filosofo comunista francese che si è convertito all’islam e che ha guadagnato un po’ di notorietà quando ha negato l’Olocausto. “Le istituzioni occidentali danno credibilità accademica e una piattaforma agli estremisti che operano incontrastati attraverso le sembianze del dialogo interreligioso”, ha detto Sam Westrop, direttore di Stand for Peace. “Legittimando un sostenitore del regime come Alikhani, Harvard sta tradendo le migliaia di musulmani iraniani moderati che lavorano per liberarsi dalla tirannia della teocrazia iraniana”. Non è il primo caso di infiltrazione del regime iraniano nelle università americane.

 

Nel gennaio 2010, il regime di Teheran annunciò il boicottaggio di Yale a causa della presenza del Centro studi sull’antisemitismo. Il governo iraniano etichettò Yale come “sovversiva”, dichiarando che qualsiasi contatto fra Yale e i cittadini iraniani era “illegale e proibito”. Il professor Walter Reich, che insegna alla George Washington University e ha diretto il museo dell’Olocausto di Washington, sul Washington Post ha rivelato che “Yale ha ucciso il miglior istituto americano per lo studio dell’antisemitismo” perché “critico dell’antisemitismo arabo e iraniano”. Il Centro, infatti, venne poi chiuso. I paesi arabi sunniti non sono gli unici benefattori delle università americane. Il regime iraniano ha fatto la stessa cosa in maniera massiccia attraverso la Fondazione Alavi di New York. E’ stato il Washington Post a rivelare che la Fondazione “promuove il punto di vista di Teheran sugli affari mondiali”. Trenta università in nord America hanno ricevuto il finanziamento di questa fondazione iraniana. Fra queste proprio Harvard, dove la fondazione iraniana ha sostenuto programmi sia all’Harvard College sia alla Harvard Law School.

 

Il portavoce di Harvard, Kevin Galvin, ha detto che i funzionari di Harvard non erano a conoscenza dei legami della fondazione con il regime iraniano. Harvard ha ricevuto 345 mila dollari dalla fondazione iraniana, compresi 40 mila dollari all’Harvard Center for Middle Eastern Studies nel 2011. Questo è il centro che ha offerto la cattedra al professor Alikhani.  L’obiettivo di questo braccio culturale degli ayatollah è quello di “offrire corsi di lingua persiana, studi iraniani e cultura islamica con una particolare attenzione agli studi sciiti”. Si sono dimenticati di menzionare la chiamata alla distruzione di Israele e le proposte per una “soluzione del problema ebraico”. Fra queste, l’attacco terroristico in cui sono rimasti uccisi quattro israeliani a Tel Aviv.

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