cerca

In Austria si dimette il cancelliere e si sgretola la Grosse Koalition

Faymann lascia per il mancato sostegno del suo partito socialdemocratico alla politica dei respingimenti. Al suo posto subentra il conservatore Mitterlehner

9 Maggio 2016 alle 17:08

In Austria si dimette il cancelliere e si sgretola la Grosse Koalition

Vienna, dopo la sconfitta elettorale si dimette il cancelliere Faymann (foto LaPresse)

Il cancelliere austriaco Werner Faymann ha rassegnato oggi le dimissioni dopo aver perso il sostegno del suo Partito socialdemocratico (Spo). La crisi dei migranti ha così sgretolato la Grosse Koalition austriaca dopo i risultati deludenti delle ultime elezioni presidenziali. L'Austria ha bisogno di un cancelliere "pienamente sostenuto dal proprio partito", ha detto Faymann in conferenza stampa in cui ha spiegato tuttavia di non vedere alcuna esigenza di un ritorno anticipato alle urne. Il successore dovrebbe essere il suo attuale vice, il conservatore Reinhold Mitterlehner, che assumerà l'incarico ad interim in attesa del voto del 2018.

 

Cancelliere dal 2008, Faymann ha dovuto affrontare le critiche dell'opposizione e quelle del proprio partito per non essere riuscito a risolvere il problema della disoccupazione. Al cancelliere, in particolare, si imputava di essere rimasto ostaggio degli alleati conservatori nella gestione della crisi migratoria. Dopo che l’Austria ha accolto 90 mila richiedenti asilo solo nel 2015, Faymann ha dovuto cedere alle pressioni dei conservatori del Partito popolare e ha inaugurato una politica della porta chiusa. Vienna aveva coinvolto la gran parte dei paesi balcanici per avviare una politica coordinata per rafforzare i controlli alle frontiere.

 

Ma l’aumento dei respingimenti, oltre alla decisione di costruire un muro anti migranti al Brennero sul confine italiano, ha finito per isolare il cancelliere dentro al suo stesso partito, visto che la chiusura delle frontiere è un tema poco popolare tanto tra i socialdemocratici quanto tra i sindacati più influenti.

 

Il mese scorso, la vittoria al primo turno delle presidenziali del Partito della Libertà, un movimento di estrema destra guidato da Norbert Hofer, con entrambi i membri della Grande coalizione, socialdemocratici e popolari, fuori dal ballottaggio, ha accelerato la crisi del governo. "Sono fermamente convinto che questo paese abbia la forza sufficiente per per affrontare le sfide del futuro", ha detto il dimissionario Faymann. Per la prima volta dal 2008, però, la Grosse Koalition entra in crisi. E il partito storico dell'Spo resta senza guida.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi