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Un nuovo caso Volkswagen? Mitsubishi ammette di aver falsificato i test sulle emissioni

Una delle più grandi aziende d'auto giapponesi rischia il tracollo finanziario. Nello stesso giorno in cui Shinzo Abe decide di firmare l'Accordo di Parigi contro i cambiamenti climatici.

20 Aprile 2016 alle 11:33

Un nuovo caso Volkswagen? Mitsubishi ammette di aver falsificato i test sulle emissioni

Soltanto ieri il governo giapponese aveva deciso di firmare ufficialmente l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, per ridurre le emissioni di CO2 e abbassare la temperatura del pianeta di due gradi centigradi. Neanche ventiquattro ore dopo la decisione del governo, Mitsubishi Motors ha ammesso di aver falsificato i test di emissioni su 625 mila automobili, che non sono stati condotti secondo le regole stabilite dal governo giapponese. Poche ore fa Mitsubishi Motors, che fa parte di una delle più grandi holding finanziarie nipponiche, ha convocato improvvisamente una conferenza stampa a Tokyo, presso il ministero dei Trasporti.

 

Robin Harding, capo della redazione giapponese del Financial Times, ha scritto che in effetti c’erano tutte le premesse per sospettare che dietro la convocazione ci fosse l’annuncio di qualcosa di importante: ai giornalisti è stato chiesto di presentarsi al ministero dei Trasporti, quindi in luogo istituzionale, senza che alcuna indiscrezione fosse  trapelata, mentre il titolo in Borsa di Mitsubishi sprofondava a -17,4 per cento . A parlare di “violazioni internazionali” è stato direttamente il presidente di Mitsubishi Motors, Tetsuro Aikawa: ha spiegato che la manipolazione dei test riguarda anche le vetture prodotte per Nissan Motor, che ha scoperto la falsificazione. I vertici di Mitsubishi Motors, come da etichetta nipponica, si sono inchinati in segno di scuse davanti ai giornalisti. Secondo  Seiji Sugiura, analista del Tokai Tokyo Research Center, intervistato da Reuters, lo scandalo Mitsubishi “sarà diverso da quello Volkswagen, ma il mercato sta diventando molto sensibile su questi temi. Potrebbe avere simili risultati per quanto riguarda le vendite e la reputazione dell’azienda. Non è la prima volta che la Mitsubishi è coinvolta in simili scandali”. Giovedì scorso l’azienda di automobili aveva sospeso le attività nell’industria nella prefettura di Okayama, sull’isola meridionale di Kyushu, sconvolta nei giorni scorsi dal terremoto.  

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