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La campagna per il boicottaggio di Israele entra anche nelle università tedesche

Venerdì 18 marzo l'Università della Ruhr di Bochum ospiterà Salah Al-Khawaja, membro dell'esecutivo del comitato nazionale palestinese BDS. Il messaggio antisraeliano per il Centro Simon Weisenthal è una “pillola avvelenata, antisemita e contro la pace”.

29 Febbraio 2016 alle 16:51

La campagna per il boicottaggio di Israele entra anche nelle università tedesche

Una manifestazione del BDS a Berlino

Venerdì 18 marzo l'Università della Ruhr di Bochum, una delle più importanti istituzioni accademiche pubbliche tedesche, ospiterà una conferenza sul boicottaggio di Israele. A parlare di boicottaggio, sanzioni e disinvestimento (BDS) interverrà Salah Al-Khawaja, membro dell'esecutivo del comitato nazionale palestinese BDS, che parlerà della “resistenza civile palestinese contro le forze d'occupazione israeliane e le politiche dei coloni, così delle campagne Stop The Wall e BDS”. È quanto si apprende dal sito di notizie Ruhrbarone che venerdì ha titolato “Pubblicità per il boicottaggio ebraico all'Università della Ruhr”. L'evento è stato organizzato dal “Gruppo di lavoro sulla Palestina”.

 

Al-Khawaja, attivista nato nel villaggio di Ni'lin vicino a Ramallah, ha più volte attaccato le organizzazioni internazionali immobili davanti “all'aggressione quotidiana contro i luoghi santi e dei territori palestinesi” promossa dalle “forze di occupazione” israeliane. Il suo tour tedesco toccherà anche la città di Amburgo, dove sarà ospite lunedì 14 marzo dell'associazione BDS locale per un incontro presso la Curio-Haus.

 

A spaventare ancora più le comunità ebraiche locali è un precedente scomodo per l'ateneo. Presso la stessa università ha infatti studiato il 26enne neo-nazista di Dortmund Michael Bruck, membro di punta del partito estremista Die Rechte nella Renania settentrionale-Vestfalia, già noto alle cronache sportive come ultras violento e per questo espulso da molti stadi tedeschi. Bruck gestisce il antisem.it, un e-commerce per il neo-nazista perfetto, dove è possibile acquistare adesivi, bandiere, magliette, CD e DVD.

 

La campagna di BDS, già definita dal Centro Simon Weisenthal “pillola avvelenata, antisemita e contro la pace”, ha da tempo dichiarato i suoi obiettivi quello di “porre fine all'occupazione israeliana e alla colonizzazione di tutte le terre arabe e lo smantellamento del muro”. A ciò si aggiungono le richieste di “riconoscimento dei diritti fondamentali dei cittadini arabo-palestinesi di Israele alla piena uguaglianza” e di “rispetto, tutela e promozione dei diritti dei rifugiati palestinesi di far ritorno alle loro case e proprietà”. Per raggiungere i suoi scopi, il BDS non si limita al boicottaggio di prodotti israeliani ma vuole influenzare il mondo accademico ed artistico. Forti sono le pressioni sugli artisti a non esibirsi in Israele. E anche quelle fatte a governi e università per affinché evitino di invitare personalità legate allo Stato ebraico per conferenze, concerti, mostre ed altri eventi culturali. Dietro questi obiettivi si nasconde una campagna “socialmente inaccettabile”, come l'ha definita Charlotte Knobloch, sopravvissuta all'Olocausto e capo della comunità ebraica di Monaco. Lo slogan “Non comprate dagli ebrei” è una forma modernizzata di gergo nazista per chiedere di non acquistare dallo Stato ebraico”, aveva dichiarato a novembre al Jerusalem Post.

 

[**Video_box_2**]Da quando la cancelliera tedesca Angela Merkel ha ribadito la sua netta opposizione ad ogni forma di boicottaggio contro Israele, la Germania si è mossa contro le campagna BDS. Recentemente la DAB Bank di Monaco ha chiuso alcuni conti legati ad attivisti antisraeliani e il consiglio comunale della cittadina di Bayreuthn, nella Baviera settentrionale, ha revocato il premio per la tolleranza precedentemente assegnato al gruppo statunitense pro-BDS Code Pink. A gennaio, inoltre, il centro culturale Bürgerhaus Weserterrassen, nella città di Brema, aveva staccato il microfono durante una conferenza tenuta da un manipolo di attivisti BDS. Era stata però la Commerzbank, seconda banca più grande del paese, ad aprire la strada a settembre: la banca aveva chiuso un conto corrente legato ai boicottatori e alle manifestazioni dell'al-Quds Day durante le quali per le strade delle città tedesche si chiese la distruzione di Israele.

 

La città di Bochum, essendo la Ruhr una zona ad alta densità residenziale e principale area per l'industria bellica, è stata cruciale per le sorti della Germania e della Seconda guerra mondiale. Durante la notte dei cristalli del 9 novembre 1938, la sinagoga di Bochum è stata data alle fiamme.

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