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L'umiliazione dell'occidente

Il Wall Street Journal mette in sieme alcune istantanee della sottomissione post deal nei confronti di Teheran, a partire dalle statue coperte ai Musei Capitolini

28 Gennaio 2016 alle 13:55

L'umiliazione dell'occidente

“Alcuni si chiedono come la storia tratterà la presidenza di Barack Obama. Questo dipende da chi ne scriverà. Il racconto del segretario di stato John Kerry esalterà il deal nucleare con l’Iran come un evento centrale della politica estera della presidenza Obama, un trionfo per la diplomazia occidentale. Ma alcune fotografie di news nelle ultime settimane raccontano una storia differente. Queste foto documentano l’umiliazione miserabile dell’occidente da parte dell’Iran. Gli americani che vogliono votare alle prossime presidenziali dovrebbero guardare con attenzioni a quelle foto, perché la direzione dell’occidente cambierà a seconda delle loro scelte”. In un op-ed sul Wall Street Journal di giovedì, il columnist Daniel Henninger mette in fila tutti gli episodi della grande “Umiliazione dell’occidente” (così è intitolato il pezzo) dopo il deal iraniano.

 

“La prima foto è di una sala dei Musei Capitolini di Roma, che raccolgono arte antica occidentale”, scrive Henninger. “Per quello che il governo italiano ha definito ‘rispetto’ nei confronti del presidente iraniano Hassan Rohani in visita, il museo ha messo dei grandi pannelli bianchi davanti ad alcune sculture di nudo, tra cui una Venere del secondo secolo avanti Cristo. Poi, visto che Rohani non partecipa a pasti in cui sono servite bevande alcoliche, il governo nominalmente italiano del primo ministro Matteo Renzi ha evitato di servire vino”. La ragione di questa “genuflessione”, scrive Henninger, è semplice, e si individua negli accordi economici del valore di 18 miliardi di dollari siglati durante la visita, e nuovi accordi e nuove genuflessioni continueranno, scrive il commentatore del Wsj, anche nelle prossime mete del presidente iraniano, Francia e Germania.

 

“La seconda foto della sottomissione dell’occidente mostra quello che sembra un allegro incontro tra il presidente iraniano e il leader del mondo cattolico, Papa Francesco, che ha concesso a Rohani 40 minuti del suo tempo. Il Vaticano sostiene che la visita fa parte di una realpolitik da parte di un papa che cerca di proteggere i cristiani in medio oriente cercando di indurre l’Iran a giocare un ‘ruolo importante’ nel processo di pace. Lasciamo da parte il ‘ruolo’ che l’Iran ha avuto nella morte di un quarto di milione di siriani e nella crisi di rifugiati che ora sta destabilizzando l’Europa. Ma resta da chiedersi: perché concedere a questa persona una photo-op pubblica e gioiosa?”. Henninger ricorda le persecuzioni religiose del regime iraniano, che riguardano cristiani, musulmani sciiti, persone di religione bahai, ebrei, perfino gruppi sciiti.

 



 

[**Video_box_2**]“La terza fotografia è quella di dieci marinai americani inginocchiati, mani sulla nuca, sul ponte di una barca iraniana. L’Amministrazione Obama non ha fornito spiegazioni su come la ‘deviazione’ e la cattura della barca nel golfo Persiano sia avvenuta. Invece di mostrare sdegno per il trattamento dei marinai da parte dell’Iran, Kerry ha applaudito la 'cooperazione e rapida risposta' dell’Iran. Cooperazione? L’Iran ha umiliato i marinai facendoli inginocchiare nello stile delle esecuzioni dello Stato islamico, e poi ha umiliato l’America pubblicando le foto”, scrive Henninger.

 



 

“Qualcuno potrebbe dire che gli italiani sono italiani, che il Papa ha le sue ragioni, e che Barack Obama e John Kerry stanno solo completando il loro tour apologetico. Ma questo sottostima una lunga serie di sottomissioni politiche e culturali che hanno portato l’Europa e l’America fino a questo punto. Il ripudio della propria storia da parte dell’Italia per far sentire a suo agio il presidente iraniano è un evento simbolico significativo. (…) In un suo libro pubblicato di recente sulla relazione tra l’eredità artistica dell’occidente e l’evoluzione democratica, ‘David’s sling’, Victoria Gerdner Coates scrive che ‘non ci sono oggetti estetici isolati; parte del loro valore come fonti storiche deriva dal loro ruolo nella vita pubblica delle comunità che li hanno prodotti’. A meno che questa vita pubblica non sia dimenticata. Forse le scuole occidentali non insegnano più la battaglia delle Termopili, ma probabilmente Hassan Rohani conosce i dettagli della sconfitta storica della Persia contro i coraggiosi greci nel 480 a.C come se fosse ieri. Mettere un pannello bianco davanti a una Venere per rabbonire Rohani è una sconfitta nel momento del ritorno dei persiani in occidente”.

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