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Il relativismo della sinistra cialtrona

Per il capo della Linke Is e occidente pari sono. Un problema europeo

29 Dicembre 2015 alle 06:05

Il relativismo della sinistra cialtrona

Sahra Wagenknecht (foto LaPresse)

Ovviamente, uccidere dei civili in Siria con i bombardamenti non è un crimine meno grave che sparare a dei civili nei ristoranti e nelle sale da concerto di Parigi”. Per Sahra Wagenknecht, capo della Linke, partito dell’estrema sinistra tedesca, non c’è differenza tra l’occidente e il terrorismo dello Stato islamico. Wagenknecht ha parlato ieri all’agenzia di stampa Dpa, ha accusato l’America di aver facilitato la nascita dell’Is con l’invasione dell’Iraq e poi ha fatto la sua incredibile equazione: i bombardamenti occidentali e gli sgozzamenti dello Stato islamico sono la stessa cosa. Nel piano morale inclinato di Wagenknecht le differenze si annullano. La capa della Linke nuota nello stesso stagno dei Corbyn e dei Di Battista che vorrebbero dialogare con i terroristi di al Baghdadi, e in generale in quel relativismo che in tempi di guerra al terrore affligge l’ultrasinistra e un certo inafferrabile populismo europeo.

 

In Germania, la Grande coalizione ha tenuto la Linke e la sua leader fuori da ogni posizione di responsabilità, ma nel resto del continente una nuova ondata di instabilità politica sta dando forza agli esponenti di questo movimento cialtronesco. In Spagna, dove gli antisistema di Podemos dialogano per formare coalizioni. In Regno Unito, in cui il capo del Labour ha opinabili simpatie islamiste. E in Francia, dove il governo socialista è debole e minacciato dalla sua ala sinistra per aver proposto di togliere la cittadinanza francese ai condannati per terrorismo. Il cialtronismo avanza, anche se ancora non governa. E forse, come ha scritto per la Spagna Mario Vargas Llosa sul País, il modo migliore per arginare queste forze è che i partito più responsabili si alleino tra loro.

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