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Le Guerre stellari di Evo Morales

La mania per Star Wars colpisce anche nella Bolivia socialista, e Morales si fa un video come Luke Skywalker per promuovere un referendum per la rielezione (l’Impero ovviamente è l’America)

28 Dicembre 2015 alle 17:32

Le Guerre stellari di Evo Morales

Evo Morales come un cavaliere Jedi. Un nuovo video di propaganda politica mostra il presidente della Bolivia mentre impugna la spada laser di Luke Skywalker, e annuncia il “Risveglio del sì” al referendum del 21 febbraio che permetterebbe a Morales di ricandidarsi alle elezioni del 2019, per un quarto mandato che durerebbe fino al 2025. Che la Forza sia con te, insomma. I Bolivia, in molti dicono che la Forza è con il presidente, che a oggi è l’unico dei governanti della sinistra sudamericana politicamente in salute. In Argentina il liberale Macri è diventato presidente battendo il candidato kichnerista, in Venezuela le elezioni politiche sono state vinte dall’opposizione, in Brasile Dilma Rousseff è sotto impeachment, in Cile Michelle Bachelet è a livelli di popolarità infimi, in Uruguay il Frente Amplio appare sempre più spaccato dal dissidio tra l’ala moderata vicina al presidente Tabaré Vázquez e quella più radicale che si ispira al suo predecessore Pepe Mujica; anche l’Ecuador di Rafael Correa si trova a fine 2015 in recessione.

 

Solo la Bolivia a fine 2015 si conferma come il paese col più alto tasso di crescita di tutta l’America del sud: più 5 per cento del pil, e un altro 4,5-5 per cento è previsto per il 2016. Alle elezioni del 12 ottobre 2014 Morales è stato confermato col 61,36 per cento dei voti. Ma poi alle successive amministrative l’elettorato ha invece premiato l’opposizione, quasi a voler prevenire le tentazioni autoritarie che certo nel personaggio ci sono. E quando è stato annunciato il referendum di modifica della Costituzione per consentire al presidente la rielezione, i sondaggi hanno subito indicato che la maggioranza della popolazione era ostile. 52 per cento, contro un 48 per cento di intenzionati a votare sì. Anche Chávez alla sua maggior popolarità, d’altronde, aveva perso un referendum del genere.

 

A campagna in corso, i sostenitori di Evo Morales hanno dunque pensato di approfittare dell’evento mediatico mondiale rappresentato dalla settima puntata della saga di Star Wars, “Il Risveglio della Forza”, per trasformare il vendicatore dell’identità andina in un cavaliere Jedi, nonostante un montaggio piuttosto approssimativo. Anche i volti del  vicepresidente Álvaro García Linera e della presidentessa della Camera dei Deputati Gabriela Montaño sono stati infilati nel video “Bolivian Wars: El despertar del Sí”, mentre il cattivo è l’ex-presidente Gonzalo Sánchez de Lozada, fuggito negli Stati Uniti dopo quella rivolta del 2003 il cui leader fu appunto Evo Morales. “Sugli schermi il 21F”, si annuncia, in riferimento alla data del voto.

 

[**Video_box_2**]“Tu, lui, lei, tutti noi che lottiamo contro l’Impero e che cerchiamo un miglior futuro”, è lo slogan. In realtà la politica economica di Morales è piuttosto ortodossa, ma il presidente boliviano si è sempre riferito agli Stati Uniti come all’“Impero”, anche quando non c’era di mezzo la confusione con quello Galattico di Palpatine. In compenso, il passaggio dalle energie mistiche di un mitologico passato andino alle energie mistiche di un mitologico futuro spaziale è una novità: “Unisciti alla forza, al lato del SI. Dì NO al lato oscuro del passato, all’arretratezza, alla povertà e alla malvagità”.

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