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Un pizzico di Guerre Stellari alla Casa Bianca, tra libertà e redenzione

“The World According to Star Wars”, un libro di Cass Sunstein, parla dell’economia politica basata sul potere di scelta. Come dice Yoda: ‘Sempre in movimento è il futuro’.

19 Dicembre 2015 alle 06:19

Un pizzico di Guerre Stellari alla Casa Bianca, tra libertà e redenzione

Star Wars parla di libertà, redenzione e “serendipity”, dice Cass Sunstein, un mix troppo intrigante per non avere la folle idea di scriverci un libro. Sunstein è una delle anime più pop dell’obamismo: a leggere i titoli dei suoi libri non lo diresti mai – economia per addetti ai lavori, versione “comportamentalista” – ma gli esempi con cui spiega il suo pensiero, i riferimenti culturali che utilizza per trasformare una teoria economica in vita quotidiana tradiscono la sua vera natura, che non è certo quella rappresentata sulla porta dello studio che Barack Obama gli ha dato per qualche anno: “Direttore dell’ufficio della Casa Bianca per l’Informazione e la Regolamentazione”, poi abbreviato con “regulatory zar”. Forse nemmeno il libro che Sunstein pubblicherà nella primavera prossima, “The World According to Star Wars”, finirà sul comodino assieme alle letture serali, ma il tema – Guerre Stellari – e il modo con cui Sunstein ne parla fin da oggi sono parecchio invitanti (nei ritratti usciti su di lui in questi anni, che parlano anche molto della sua moglie-star, Samantha Power, ora ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite, viene descritto come “il più influente legal scholar di questo tempo”, ha un entusiasmo da bambino e la voce gentile, mette molti punti esclamativi alla fine di ogni frase nelle email: il suo sogno era diventare giudice della Corte Suprema, ma il suo amico di sempre Obama non ha avuto il coraggio di nominarlo).

 

Sunstein, formatosi all’Università di Chicago, è tra i maggiori teorici del cosiddetto “paternalismo libertario”, quella branca dell’economia comportamentalista che sostiene che il mercato non basta a regolare le decisioni degli individui, perché queste spesso sono irrazionali, come mangiare schifezze sapendo che fanno male, comprarsi un’auto che non ci si può permettere, fare scelte economiche sull’onda della gelosia, dell’invidia, dell’amore anche (il risultato è che i keynesiani e i libertari detestano questo approccio in egual misura). Per correggere questa irrazionalità ci vuole un “nudge”, una “spinta gentile” (così è stato tradotto in italiano il libro più famoso di Sunstein, scritto assieme al pioniere del comportamentalismo Richard Thaler, “Nudge”, appunto) da parte dei governi in modo da incoraggiare azioni che fanno bene al portafoglio, alla salute, alla famiglia. Al centro del mondo di Sunstein – come in quello dell’Università di Chicago – c’è l’individuo, ed è proprio questo che ha fatto sì che “Star Wars” diventasse una passione (meglio, ossessione) dell’economista, già svelata nel maggio scorso con un articolo su come la saga “illumina” la legge costituzionale. “Credo che il più rilevante interesse di George Lucas siano gli individui, non le strutture – ha spiegato Sunstein a Ezra Klein su Vox.com – Così il cuore della storia, il cuore delle trilogie, sono gli individui che scelgono”. Il potere delle scelte. “Molti fan di ‘Star Wars’ pensano che questo universo parli di destino e del potere della profezia. Ma non è vero – spiega Sunstein – Parla del potere di scelta, come dice Yoda: ‘Sempre in movimento è il futuro’”. Secondo Sunstein, il fondamento dell’economia politica di “Guerre Stellari” è stata ben espressa niente meno che da Milton Friedman: “Free to choose”.

 

[**Video_box_2**]Poi c’è la redenzione, ed è questo che conquista Sunstein, il quale considera le emozioni il punto centrale degli affari dell’umanità, e racconta come analizzare le scelte delle persone, e indurre dei cambiamenti, mettendo la frutta prima delle patatine nelle mense scolastiche, per esempio, perché gli studenti affamati tendono a prendere la prima cosa che trovano, abbia anche cambiato la sua vita. “I bambini spesso salvano i loro genitori, e molti genitori combatterebbero un impero intero per salvare i propri figli”, dice Sunstein, e anche se forse parla del suo essere diventato padre da non troppo tempo, viene da pensare che anche il suo caro amico Obama combatte per salvare i propri figli, e i nostri, e che forse avrebbe bisogno di una spintarella.

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