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Così la “niña” di Rajoy è diventata la donna più potente a Madrid

Chi è Soraya Sáenz de Santamaría il braccio destro e, alcuni dicono, anche il “cervello” operativo di Rajoy, la persona di cui il premier si fida di più in tutto il governo

13 Dicembre 2015 alle 06:27

Così la “niña” di Rajoy è diventata la donna più potente a Madrid

Soraya Sáenz de Santamaría (foto LaPresse)

Roma. Questa settimana a Madrid, passeggiando per le strade della città, gli spagnoli che si interessano di politica hanno notato qualcosa di strano. Sui nuovi manifesti elettorali del Partito popolare la foto del premier Mariano Rajoy, candidato alle elezioni del 20 dicembre, si alterna a quelle di un’altra persona. E’ la negazione di ogni strategia elettorale, il cui vangelo esige la personalizzazione assoluta del leader. Ma per le strade di Madrid Rajoy ha deciso di dividere l’attenzione con un’altra persona, e perfino davanti alla sede centrale dei popolari in calle Génova sventola un manifesto con il volto della donna più potente di Spagna, al tempo stesso vicepresidente del governo, ministro della Presidenza con la delega fondamentale ai servizi d’intelligence e portavoce dell’esecutivo, Soraya Sáenz de Santamaría.

 

Rajoy la sta spingendo avanti, come ha sempre fatto negli ultimi quattro anni di governo, affidandole tutti i dossier più importanti della legislatura. Ma in questa campagna elettorale, la più combattuta della storia democratica del paese, la figura di Sáenz de Santamaría è straordinariamente in evidenza. Il premier sta perseguendo una strategia di relativo e splendido isolamento, rifiutando i dibattiti e gli scontri elettorali con  rappresentanti dei partiti emergenti (Ciudadanos e Podemos; parteciperà invece all’ultimo dibattito con il solo segretario dei socialisti, Pedro Sánchez), per perseguire una strategia comunicativa di difesa del bipartitismo e presenza sul territorio che, dicono gli esperti, sta pagando. Ai dibattiti manda al suo posto Sáenz de Santamaría, che a volte viene rifiutata, come la settimana scorsa durante il dibattito del País, e a volte accettata, come nel dibattito televisivo di domenica, in cui la vicepremier si è trovata nella situazione singolare di duellare (e vincere, benché soltanto ai punti) con gli altri leader nel ruolo di candidata in pectore. Pablo Iglesias, il leader di Podemos, ha iniziato a dire che tutta questa sovraesposizione fa parte di un piano: se, come dicono i sondaggi, i popolari dovessero ottenere alle elezioni una maggioranza non sufficiente a formare un governo, Rajoy, personaggio da sempre divisivo in Spagna, potrebbe farsi da parte e mandare avanti la più gradita Sáenz de Santamaría per ottenere l’appoggio di Ciudadanos. Molti hanno ripreso la teoria di Iglesias, ma i più stimati commentatori politici tendono a escluderla: non sapete che combattente è il premier se pensate che possa farsi da parte, dicono. E’ facile però lasciarsi prendere dalla fantapolitica, perché Sáenz de Santamaría, se pure estranea ai calcoli del suk post elettorale, è probabilmente l’erede politico di Mariano Rajoy.

 

[**Video_box_2**]Quarantaquattro anni, avvocato, Sáenz de Santamaría è il braccio destro e, alcuni dicono, anche il “cervello” operativo di Rajoy, la persona di cui il premier si fida di più in tutto il governo. All’inizio del mandato, nel 2011, i giornali la chiamavano la sua “niña”, la protetta del premier, fedele a tal punto che la notte della vittoria era sul balcone di calle Génova a festeggiare e ballare con i colleghi di partito benché avesse partorito il suo primo figlio da pochi giorni, e Rajoy fu costretto a dire, preoccupato: “Saltiamo tutti, ma non Soraya!”. Sáenz de Santamaría nel frattempo ha preso in mano tutti i dossier più difficili del governo, dalla crisi economica alle accuse di corruzione avanzate contro il Partito popolare, che l’hanno toccata personalmente, alla guerra al terrore. Lei ha gestito la restituzione di alcuni giornalisti spagnoli presi ostaggio in Siria, ha dato ai parenti la notizia della morte di Alberto González, l’unico spagnolo morto negli attentati di Parigi, è andata in Parlamento, scandalizzata, a dire che nella sua “puta vida” non aveva mai preso una tangente. E tutte le notti, ha detto in un’intervista, corre a casa sperando che suo marito abbia tenuto il figlio sveglio abbastanza a lungo da potergli dare il bacio della buonanotte.
Twitter @eugenio_cau

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