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Cosa si sa della strage di San Bernardino in California

Un uomo e una donna hanno ucciso 14 persone ferendone altre 17. Uccisi e identificati gli assalitori, sono Syed Farook e Tashfeen Malik . Una terza persona è stata arrestata, ma potrebbe non essere connessa alla strage. Resta da chiarire il movente, Obama rivolge un ennesimo appello contro la diffusione delle armi.

3 Dicembre 2015 alle 08:44

Cosa si sa della strage di San Bernardino in California

L'intervento delle forze di sicurezza a San Bernardino (foto LaPresse)

New York. Le autorità hanno identificato due dei tre autori della strage di San Bernardino, in California, in cui sono morte 14 persone e 17 sono rimaste ferite. Il primo è Syed Farook, della cittadina di Redlands. Era un impiegato del dipartimento della Salute pubblica della contea che recentemente aveva viaggiato anche in Arabia Saudita. Assieme a una seconda sospettata, Farook è stato ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia. Un terzo attentatore è stato arrestato. La donna uccisa, secondo Associated Press fidanzata o sposata con Farook, faceva parte del commando è stata uccisa dalla polizia. Si chiama Tashfeen Malik, di nazionalità americana.

 

Il massacro è avvenuto alle 11 di ieri mattina, ora locale, in una sala dell’Inland Regional Center, un centro di cura per le disabilità dello sviluppo, presa in affitto dai dipendenti del dipartimento della Salute pubblica per i festeggiamenti natalizi. I tre sono entrati nella stanza con abiti militari e fucili – al momento non sono chiari i modelli delle armi utilizzate, soltanto che non si tratta di semplici pistole –  e hanno preso a sparare sugli invitati. Il capo della polizia, Jarrod Burguan, ha detto che hanno lasciato nella stanza un oggetto che “si pensa sia un ordigno esplosivo”, prima di lasciare l’edificio e ingaggiare un inseguimento con la polizia nelle strade della città, a sessanta miglia da Los Angeles.

 

[**Video_box_2**]Non sono ancora chiare le ragioni di una strage che a una prima analisi non presenta le caratteristiche tipiche del massacro dell’attentatore solitario ma nemmeno quelle codificate dell’attacco jihadista. Di certo la preparazione e l’equipaggiamento degli attentatori suggeriscono una strage premeditata, e anche per questo le autorità non escludono la pista del terrorismo. Farhan Khan, cognato di Farook, ha detto che “non ha idea del motivo per cui avrebbe potuto fare una cosa del genere", mentre il Cair, l’associazione degli islamici americani, con inusuale tempismo, ha condannato senza riserve la strage. In un’intervista alla Cbs, un Barack Obama rassegnato e frustrato ha invocato nuovamente la necessità di leggi per limitare l’accesso alle armi da fuoco: “Coloro che sono preoccupati dal terrorismo dovrebbero rendersi conto del fatto che abbiano una no fly list per impedire a certe persone di salire sugli aerei, ma quelle stesse persone alle quali impediamo di volare possono andare in questo momento in un negozio negli Stati Uniti e comprare armi da fuoco, e non c’è nulla che possiamo fare per fermarli”.

 

Articolo aggiornato dalla redazione alle ore 10:26 del 3 dicembre 2015

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