Il Figaro francese diventa grande per combattere Facebook

Con l'acquisizione del gruppo editoriale Cmm Benchmark il giornale conservatore  diventa il primo gruppo di media digitali in Francia, quarto per numero di visite dietro a Facebook, Microsoft e Google. La strategia delle fusioni nei media e l'autarchia digitale

12 Ottobre 2015 alle 17:42

Il Figaro francese diventa grande per combattere Facebook

Benoît Sillard e Jean-François Pillou, fondatori di Ccm Benchmark

Parigi. “Si tratta di una svolta storica per lo sviluppo del Groupe Figaro”. Con questi toni Marc Feuillée, direttore generale del Groupe Figaro, ha salutato l’imminente fusione tra il grande polo editoriale che fa capo a Serge Dassault e il gruppo Ccm Benchamrk, che possiede siti leader nel settore digitale in Francia come Comment Ça marche, L'Internaute, Journal du Net, Le Journal des femmes e Droit-finances.net. Il matrimonio strategico tra i due giganti dell’editoria francese fa del nuovo gruppo che ne scaturirà il leader nel settore dei media digitali in Francia. “Sono entusiasta per l’acquisizione di Ccm Benchmark che considero un attore di successo nel settore dei media digitali. Sono convinto che questo avvicinamento gioverà al futuro del Figaro”, ha detto Dassault. Intervistati durante la trasmissione web Buzz Media Tdf-Le Figaro, Benoît Sillard e Jean-François Pillou, rispettivamente pdg e dg di Ccm Benchmark, hanno spiegato che la scelta di avvicinarsi al gruppo Figaro è legata alla volontà di creare “il primo operatore di media digitali in Francia, con una dimensione europea comparabile a quella di Bertelsmann o Springer”.

 

Le cifre della maxi fusione salutata da tutti, anche dai rivali, con una certa dose di ammirazione (il Monde ha scritto che il Figaro “ha fatto un grande colpo nel settore digitale”), sono eloquenti: 24 milioni di visitatori unici al mese tra il Figaro e i siti di Ccm Benchmark, con Le Journal des Femmes, L'Internaute, Le Journal du Net e Comment Ça marche e Droit-finances.net in prima fila. Il che piazza il nuovo gruppo al quarto posto appena dietro Facebook (26 milioni), Microsoft (35 milioni) e Google (41 milioni), ma davanti a colossi come il leader della telefonia francese Orange (21 milioni) e il gruppo multimediale francese Webedia (19 milioni).

 

I due dirigenti di Ccm Benchmark lo hanno detto esplicitamente: l’obiettivo è di “battersi contro Facebook in Francia” fin da subito, invece di quotarsi in Borsa il prossimo anno, perché “il nuovo gruppo avrà la stessa statura di Facebook France e sarà ampiamente al di sopra degli altri media”. Ma il grande anelito del matrimonio tra il Figaro e Ccm Benchmark è un altro, ossia quello di “far emergere attraverso l’Open Internet Project un internet francese”. Insomma, una via autarchica francese alla rete, che non può non ricordare il servizio Minitel, definitivamente abbandonato nel 2012, ma che tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta ha rappresentato l’emblema della passione francese per l’high-tech ed è considerato da molti come un antesignano europeo di internet.

 

[**Video_box_2**]Interrogati sulle sempre più frequenti fusioni nel settore dei media (Monde-Obs, Libération-Express, etc.), Sillard e Pillou hanno evidenziato che la transizione al digitale “spinge” e “accelera” la concentrazione, perché “i media devono far fronte a inserzionisti e agenzie che hanno problematiche sempre più mondiali e multimediali”. Tra le ragioni del loro successo, che ora, con l’avvicinamento al Figaro, li lancia al primo posto tra i gruppi media digitali francesi, i due dirigenti indicano “l’aver sempre reinvestito i soldi nello sviluppo dei nostri progetti”. “Non c’è nessuna ricetta miracolosa – hanno specificato – Ma su internet abbiamo la possibilità di partire da un foglio bianco, fatto che ci permette di avere dei costi da 10 a 100 volte inferiori rispetto ai media tradizionali”.

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