Un tycoon investe sulla scissione del Labour inglese

Assem Allam, tycoon egiziano, ha chiesto ai laburisti che malsopportano Corbyn di disertare. John Mills, primo contribuente del Labour, ha detto di voler sospendere i suoi finanziamenti

17 Settembre 2015 alle 14:14

Un tycoon investe sulla scissione del Labour inglese

Il leader del Labour inglese Jeremy Corbyn mercoledì alla Camera dei Comuni (foto LaPresse)

Che cosa faranno adesso i moderati del Labour britannico sotto la guida di Jeremy Corbyn? La risposta finora è stata più o meno: niente. Rassegnati all’elezione del “socialista”, i moderati hanno prima cercato di collaborare e poi hanno preferito ritirarsi nel silenzio. Ma uno dei donatori principali del partito laburista ha deciso di rompere la sonnolenza e ha annunciato di voler dare i suoi fondi a chi lascerà il Labour. Assem Allam, tycoon egiziano proprietario, tra le altre cose, della squadra di calcio Hull City, ha chiesto ai laburisti che malsopportano Corbyn di disertare. “Il Labour con il compagno Corbyn non formerà mai un governo. Il danno è stato fatto, ci vorranno due o tre tornate elettorali per riprendersi”, ha detto Allam al Times.

 

Qualche giorno fa, anche John Mills, che è il primo contribuente del Labour, aveva detto di voler sospendere i suoi finanziamenti, ma senza chiedere ai moderati di ribellarsi. Nei corridoi di Westminster i moderati sono soprannominati “la Resistenza” e il loro leader naturale è Chuka Umunna, che si era candidato alla leadership del Labour salvo ritirarsi dopo un paio di giorni perché, ufficialmente, “non sosteneva la pressione dei media”. Non un buon inizio per un leader che dovrebbe spezzare il Labour, fondare un altro partito o traghettarsi verso i liberaldemocratici che oggi, pur essendo a pezzi, sembrano il rifugio più presentabile dei moderati in fuga.

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