La crociata dei fighetti parigini contro McDonald's

Nel quartiere bòbò di Sentier-Montorgueil gli abitanti si mobilitano contro il fast food: "Rovina l'esclusività del quartiere"

7 Luglio 2015 alle 13:55

La crociata dei fighetti parigini contro McDonald's

Un'immagine tratta dalla pagina Facebook dei no McDonald's (https://www.facebook.com/nomcdo)

Parigi. "Questo progetto smisurato costituisce una minaccia per la salute dei nostri bambini, per la qualità della vita, per la diversità commerciale di uno dei quartieri più tipici di Parigi". Uno legge e pensa che lì, a Sentier-Montorgueil, quartier generale del boboismo parigino, stiano per costruire una discarica abusiva o, peggio ancora, una fabbrica che lavora con sostanze chimiche ed emette fumi maleodoranti che intorbidiscono l'aria pura, anzi purissima della zona più fighetta, eco-solidal e branchée della capitale francese. E invece, no. Il bersaglio dell'ultima indignazione dei bòbò parigini è il progetto di installazione di un nuovo ristorante McDonald’s all'angolo della rue des Petits-Carreaux e della rue Réaumur. Progetto che era stato osteggiato nel 2013 dall'allora sindaco di Parigi, Bertrand Delanoë, sempre in prima fila nelle battaglie ideologiche contro le multinazionali americane, e che ora trova la fronda dei "difensori di una certa arte di vivere" (così si definiscono).

 

Lo scorso 9 maggio, per le strade del quartier di Sentier-Montorgueil, era tutto un gridare "McDo persiste, les parisiens resistent!", "Oui aux poireaux, non au McDo", ed era tutto un ostentare manifesti e cartelloni che mettevano in guardia dalla "minaccia di epidemia d'obesità" che i burger americani avrebbero potuto diffondere. Ora si riparte, il McDo non s'ha da fare, e nascono pure i collettivi di "resistenza". I paladini del cibo a chilometro zero, i consumatori dei purissimi prodotti del terroir, i sorseggiatori di spremute bio e senza zuccheri aggiunti, non sia mai, erano tutti lì e lo sono ancora, sorridenti e coi fischietti a inveire contro l'arrivo del mostro americano.

 

[**Video_box_2**]E non un mostro qualsiasi, proprio quel mostro, McDonald’s, perché nell'arrondissement, il secondo, dei parigini indignati, sempre in bicicletta e con Libé sotto il braccio, ce ne sono comunque altri di fast-food, Quick e Starbucks, ma McDonald’s è più di un fast-food, è un simbolo. "Ci sono già dei fast-food a rue Montorgeuil, ma hanno dei piccoli spazi e tutti coabitano. Ma questo grosso McDo, la sua cattiva cucina e il suo odoraccio non lo vogliamo!". E’ soltanto l'ultima battaglia degli ayatollah del salutismo contro il gigante americano brutto e cattivo che rovina la "coolitudine" del loro quotidiano, che insozza l'atmosfera di esclusività che avvolge le loro giornate, con le épicerie per palatini fini e i ristorantini veggie (inaccessibili, va da sé, per quelle classi popolari che a Sentier-Montorgueil, così come a Bonne Nouvelle e Grands Boulevard, un tempo vivevano). Non ci sono più i faubourgs e i bar à vins, ora ci sono i loft e i bòbò indignati. Quelli che al McDonald’s ci vanno eccome dopo le nottate dionisiache al Rex, al Baron o al Bataclan. Ma di giorno non lo dicono a nessuno, non sia mai.

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