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Anche Marine Le Pen vuole il suo pensatoio intellò: Le Clic

Dopo la scuola e l’università, la funzione pubblica e la piccola e media impresa, l’ecologia e l’ambiente, il Front national prosegue la sua operazione di radicamento nella società civile lanciando un nuovo collettivo che sarà consacrato alla cultura.

7 Giugno 2015 alle 06:12

Anche Marine Le Pen vuole il suo pensatoio intellò: Le Clic

Marine Le Pen alla presentazione di 'Le Clic'

Parigi. Dopo la scuola e l’università, la funzione pubblica e la piccola e media impresa, l’ecologia e l’ambiente, il Front national prosegue la sua operazione di radicamento nella società civile lanciando un nuovo collettivo che sarà consacrato alla cultura. Si chiama Clic, sta per Culture, libertés et création, ed è stato presentato martedì dalla leader del Front national, Marine Le Pen, assieme a colui che prenderà le redini dell’ennesima creatura destinata ad arricchire il programma presidenziale in vista delle elezioni del 2017: Sébastien Chenu, transfuga dell’Ump, sbarcato nel Fn a dicembre. “Il Fn riscuote consensi in ogni settore della società civile, è nel nostro partito che c’è voglia di venire a pensare e di agire”, ha dichiarato Marine Le Pen durante la conferenza stampa di presentazione. “E’ stato spesso detto che il Front national era estraneo alle problematiche culturali. Ora faremo zittire le malelingue”. In effetti, la cultura al Fn è sempre stata relegata in secondo piano. Al di là di qualche iniziativa isolata per difendere il patrimonio nazionale dalle minacce dell’ideologia multiculti, a livello culturale è stato prodotto molto poco dal partito lepenista nel corso della sua storia. Marine Le Pen punta dunque ad abbattere l’ennesimo muro di sfiducia nei confronti del Fn, che è sempre stato considerato dai suoi detrattori come uno stuolo di individui con pochissima dimestichezza con i libri. La nascita di Clic potrebbe rappresentare l’inizio della svolta metapolitica del Fn, lo sdoganamento di quel “travail intellectuel” che manca a un partito che ha sempre e solo parlato di immigrazione scriteriata, di difesa delle frontiere, di guerra al mondialismo, di sussidi alle famiglie francesi “de souche”, insomma di politica e di economia, e pochissimo di cultura e di dibattito delle idee. La parola d’ordine del quinto pensatoio frontista, dopo i collettivi Racine (professori), Marianne (studenti), Audace (giovani imprenditori) e Nouvelle Ecologie (ambiente), è “libertà”. “Se questo nuovo collettivo ha avuto a cuore di riprendere la parola ‘libertés’ nel suo nome, non è per caso. La Francia è oggi strangolata a tutti i livelli”, ha affermato la presidente frontista: “La libertà è il contrario del politicamente corretto”. Libertà di pensiero, d’abord, ma anche “libertà di creare e di intraprendere, libertà su internet, libertà dinanzi a una cultura di stato”, ha aggiunto Chenu: “Abbiamo bisogno di liberare la cultura dal giogo dei benpensanti e dai finanziamenti inefficaci”. Il collettivo, alla stregua dei suoi fratelli maggiori, fungerà da fornace di idee “dalle quali Marine Le Pen attingerà per il suo programma presidenziale”, ha sottolineato Chenu.

 

[**Video_box_2**] Quest’ultimo ha inoltre spiegato che alla base di Clic c’è l’unione tra il concetto di “preferenza nazionale” (caro al Fn dalla notte dei tempi) e quello di “exception culturelle”, caposaldo repubblicano. “L’exception culturelle è il primo segno della preferenza nazionale. Siamo quindi in vantaggio sugli altri partiti”. “La cultura non è un dominio che lascerò ai nostri detrattori”, ha dichiarato Marine Le Pen, soddisfatta assieme a Chenu per l’avvicinamento di sempre più intellettuali alle posizioni frontiste. “Constato che l’insieme degli intellettuali che fanno sentire oggi la propria voce convalidano alcune nostre proposte, parlo di Eric Zemmour, Michel Houellebecq, Michel Onfray, Max Gallo, Alain Finkielkraut, Natacha Polony, Denis Tillinac, Elisabeth Lévy”. Intellettuali con i quali il direttore di Clic confessa di avere frequentemente “discussioni formali e informali, ufficiali e ufficiose”.

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