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Il capo di al Qaida in Siria va in tv

Operazione mediatica del Qatar, con inevitabile e orrido finale

29 Maggio 2015 alle 06:18

Il capo di al Qaida in Siria va in tv

Un fotogramma dell'intervista televisiva ad al Joulani

Ieri anche l’ultimo pezzetto della provincia di Idlib, in Siria, ancora e precariamente in mano al governo, è caduto. A prenderlo sono stati i guerriglieri di al Qaida in Siria (conosciuti anche come: Jabhat al Nusra). Mercoledì sera il loro capo, Abu Mohammad al Joulani, è comparso in prime time su al Jazeera, network tv dell’emirato del Qatar, per un’intervista di un’ora, e ce ne sarà un’altra la prossima settimana. L’intervista era attentamente coreografata: l’intervistatore è stato fatto sedere sulla sedia che apparteneva al governatore di Idlib, scappato via due mesi fa, a rimarcare: qui abbiamo vinto noi. Le domande accomodanti, la bandierina di al Qaida appoggiata sul tavolino, la cintura esplosiva indossata dal capo ma nascosta sotto un gilet (come dovremmo interpretarlo, come un segno di moderazione?), i vestiti tradizionali siriani – a suggerire che il gruppo non è tutto formato da stranieri – il volto nasuto e nascosto ma solo agli spettatori, non all’intervistatore.

 

Considerato che i ribelli della prima ora, i nazionalisti, i non qaidisti hanno perso e si sono fatti ingoiare dalla storia, ora il Qatar sta tentando una soffice operazione mediatica per rendere un po’ più mainstream gli intrattabili di al Qaida. Nei mesi scorsi erano circolate persino voci, si diceva che al Nusra si sarebbe staccata solennemente da al Qaida per non soffrire più il cattivo accostamento, ma era una bufala. Spiacenti per al Jazeera, che per regola redazionale non pronuncia mai la parola terroristi, ma non potrà mai funzionare per il semplice motivo che al Qaida è al Qaida. Come le donne che sposano un uomo con l’idea di cambiarlo a matrimonio in corso, e poi non ci riescono e sono disastri, anche l’idea da parte del Qatar di ammorbidire al Qaida è destinata a un finale orrido. Saranno pure efficaci in battaglia, con la loro noncuranza per la morte, per quanto riguarda il dopo battaglia vale la pena ricordare che quelli di Jabhat al Nusra considerano Hamas un gruppo di mollaccioni poco islamici. Non è questa la strada, e chi si illude che possa funzionare non fa che aggiungere un nuovo strato di guai e di tenebre a quelli che i siriani devono già affrontare prima di tornare a rivedere le stelle.

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