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Tornano i riot nelle banlieue di Parigi

"Se Dio vuole, stasera la banlieue brucerà peggio del 2005", scrivono i ragazzi su Facebook. L'“Apartheid giudiziario” e le reazioni della politica

19 Maggio 2015 alle 17:29

Tornano i riot nelle banlieue di Parigi

Un'immagine degli scontri di ieri

Parigi. "La polizia uccide, la giustizia assolve". Erano in quattrocento, ieri sera, davanti al Palazzo di Giustizia di Bobigny, ad esprimere il loro "disgusto" per la sentenza del Tribunale di Rennes, che ha assolto i due poliziotti coinvolti nella morte di Zyed Benna e Bouna Traoré, i due ragazzi di 17 e 15 anni che nel 2005 rimasero folgorati in una cabina elettrica dove si erano rifugiati per sfuggire alla volante che li stava inseguendo. L'incidente diede avvio a tre settimane di guerriglia urbana nella banlieue parigina, con scontri tra gli abitanti e le forze dell'ordine, gettò nel panico il governo gollista guidato da De Villepin, che fu obbligato ad imporre il coprifuoco in tutto il paese, e aprì ferite sociali che a distanza di dieci non si sono ancora ricucite.

 

La decisione del Tribunale di Rennes di scagionare i due agenti finiti sul banco degli imputati con l'accusa di omissione di soccorso ha riacceso la rabbia delle periferie francesi, ieri ci sono stati anche diversi feriti. "Se Dio vuole, stasera la banlieue brucerà peggio del 2005", ha scritto un giovane sulla sua bacheca di Facebook alla notizia della sentenza. Gli scontri si sono concentrati nel Seine-Saint-Denis, a nord di Parigi, epicentro delle rivolte che nel 2005 provocarono disordini e sommosse violente. Jean-Pierre Mignard, avvocato dei parenti delle vittime, si è definito anche lui "disgustato" dalla decisione del tribunale, e ha aggiunto "che c'è una giustizia per i bianchi e una per i non-bianchi". “C‘è un problema più generale – ha aggiunto Mignard – Quando il primo ministro evoca un “Apartheid sociale” riferendosi alle periferie, non vorrei che si instaurasse anche un “Apartheid giudiziario”.

 

Soddisfatto per l'assoluzione piena, invece, il legale dei due poliziotti, Daniel Merchat: “Sin dal primo giorno, i miei due clienti erano intimamente convinti di non aver commesso errori, né reati”. Sthephanie Klein e Sebastien Gaillemin, i due agenti coinvolti nell'incidente, rispettivamente di 38 e 41 anni, hanno sempre sostenuto di non essersi resi conto del pericolo al quale andavano incontro i due ragazzi entrando in quella cabina.

 

[**Video_box_2**]"Giustizia è fatta" ha twittato la leader del Front national, Marine Le Pen. Marion Maréchal, la nipote, ha a sua volta espresso la sua soddisfazione per la decisione dei giudici di Rennes: "La sentenza dimostra che le canaglie avevano messo a ferro e fuoco la banlieue per piacere e non per abuso della polizia". I neogollisti dell'Ump salutano la vittoria della giustizia, la gauche si dice invece sbalordita per la sentenza e indignata per le dichiarazioni del sindaco di Nizza Christian Estrosi, il quale ha detto che "le famiglie non devono fare altro che educare i loro figli affinché non diventino dei delinquenti". Oltremanica, il Daily Telegraph ha dedicato la sua prima pagina alla "Francia accusata di Apartheid giudiziario dopo l'assoluzione dei poliziotti", e ha manifestato le sue inquietudini per le "reazioni violente che potrebbero scaturire dal verdetto". Reazioni che potrebbero essere "simili a quelle cui abbiamo assistito negli Stati Uniti negli ultimi tempi".

 

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