Intelligence e governi, indizi su una nuova fase tra Italia e Cina

Redazione
Mercoledì una pubblicazione francese specializzata in notizie di intelligence ha scritto che l'azienda italiana Elettronica "ha un contratto top secret con il governo cinese".

Mercoledì una pubblicazione francese specializzata in notizie di intelligence ha scritto che Elettronica, un’azienda italiana da più di 700 dipendenti specializzata in tecnologia militare, “ha un contratto top secret con il governo cinese per aiutare l’esercito cinese nella costruzione di un nuovo centro per l’intelligence elettronica”. ELINT è un acronimo per ELectronic Signals INTelligence ("spionaggio di segnali elettronici") ed è riferito alla raccolta di informazioni effettuata utilizzando sensori elettronici.

 

L’azienda italiana, partecipata da Finmeccanica e dalla francese Thales, ha smentito nel giro di due ore la notizia e al Foglio dice che non c’è alcun contratto “top secret”, ma c’è un contratto che non è segreto e di cui il governo italiano è regolarmente a conoscenza – com’è naturale, considerato che l’azienda si occupa di tecnologia militare. Il contratto riguarda software per il management di dati con un’azienda del governo cinese, si tratta di software neutri “e il contenuto dipende dall’utilizzo” che ne fa chi li ha comprati. In ogni caso, il contratto fa parte dell’accesso crescente della Cina a settori strategici italiani, come – per fare un esempio – l'accordo dell’anno scorso tra Cdp Reti (gas ed elettricità) e State Grid International Development (Sgid) per la cessione ai cinesi del trentacinque per cento di Cdp Reti, oppure – per citare altri casi italiani – le partecipazioni della People’s Bank of China in Enel e in Terna (gas ed elettricità).

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