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L'uomo che ha ordinato il bombardamento che ha ucciso Lo Porto

Ripubblichiamo questo breve ritratto dell'uomo (senza nome) che dirigeva la campagna aerea della Cia in Pakistan, pubblicato il 28 marzo 2015 sul Foglio. Il direttore della Cia ha rimosso l'uomo dal suo incarico a marzo per ragioni non specificate, a dispetto della sua fama di agente "indispensabile".

24 Aprile 2015 alle 13:19

L'uomo che ha ordinato il bombardamento che ha ucciso Lo Porto

Il cooperante italiano Giovanni Lo Porto ucciso in Pakistan

Ripubblichiamo questo breve ritratto dell'uomo (senza nome) che dirigeva la campagna aerea della Cia in Pakistan, pubblicato il 28 marzo 2015 sul Foglio. Il direttore della Cia ha rimosso l'uomo dal suo incarico a marzo per ragioni non specificate, a dispetto della sua fama di agente "indispensabile".

 

 

Roma. Il Washington Post scrive che la Cia rimuove dal suo ruolo – per spostarlo non si sa dove – il misterioso direttore del suo Centro antiterrorismo, un americano convertito all’islam che dal 2006 è stato a capo di alcune campagne molto controverse. Una è quella aerea con i droni che ha individuato e ucciso migliaia di terroristi e anche civili nelle aree al confine tra Pakistan e Afghanistan. Un’altra è la caccia lenta al capo di al Qaida, Osama bin Laden, ucciso dalle forze speciali americane in una villa fortificata di Abbottabad in Pakistan nel maggio 2011.

 

Il nome dell’uomo è Mike, il cognome non si conosce perché il Washington Post ha acconsentito a una richiesta dell’Agenzia e non rivela l’identità, il nome in codice è “Roger”. Il giornale americano lo descrive come un personaggio scuro di carattere, vestito spesso di nero, spietato con i colleghi sul lavoro ma apprezzato per la sua conoscenza dei network terroristici e per la sua abilità nel dirigere quella che era diventata un’agenzia nell’Agenzia. Roger ha speso gran parte degli ultimi anni in Pakistan, un paese al centro delle operazioni antiterrorismo dell’America, e nel suo ufficio di Islamabad pregava secondo l’uso islamico. Ha contribuito a  trasformare i servizi segreti specializzati nel raccogliere informazioni in una forza paramilitare che interviene con raid e operazioni – una metamorfosi muscolare cominciata dopo l’11 settembre che un giornalista del New York Times, Mark Mazzetti, ha descritto bene in un libro recente: “Killing machine” (è il titolo dell’edizione italiana, l’originale è “The way of the knife”).

 

Roger ha chiesto l’autorizzazione ai cosiddetti “signature strikes”, vale a dire i bombardamenti fatti con i droni non contro obiettivi conosciuti e scelti, per esempio il terrorista X, ma contro bersagli “che si comportano come fossero un pericolo”, per esempio una jeep carica di uomini armati e senza nome vicino al luogo di un attacco. Questo cambiamento portò gli attacchi con i droni fatti dalla Cia al picco di 117 in un anno, nel 2010. Quando gli fu chiesto come stava andando, rispose: “Stiamo uccidendo quei figli di puttana più velocemente di quanto loro ne riescano a crescere di nuovi”. Nel film “Zero Dark Thirty”, che racconta la caccia della Cia a Bin Laden, il personaggio del “Lupo” è ispirato a Roger.

 

Sembra che adesso il direttore sia stato spostato dal suo incarico proprio a causa del suo approccio “killing centric”, che quindi predilige l’uccisione dei nemici. Sarà trasferito a un nuovo incarico e il suo posto sarà preso da un veterano delle operazioni Cia in Afghanistan – anche di lui si conosce soltanto il nome: Chris.

 

Da tempo il direttore John Brennan vuole mettere un argine alla militarizzazione della Cia e già l’anno scorso i giornali americani avevano discusso la possibilità che la campagna aerea dei droni fosse tolta alla Cia e fosse affidata al Pentagono – cosa che è già accaduta per quanto riguarda le operazioni in Somalia, dove in via sperimentale sono i droni del Jsoc (il comando delle forze speciali americane) a volare.


[**Video_box_2**]Un ex funzionario dell’intelligence dice al Washington Post che il presidente Obama e il direttore Brennan “stanno tentando di legare le mani” al centro antiterrorismo e alla sua guerra clandestina – “ma in tempi come questi, mentre il nemico diventa sempre più forte, come si fa a fare retromarcia”.

 

L’annuncio, nota il giornale americano, è stato piuttosto poco cerimonioso. Brennan sta riorganizzando la divisione dei reparti dentro la Cia e nel nuovo organigramma distribuito in giro Roger non c’è.

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