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Il gelato alle feci dell’Onu

Il segretario dell’Onu non seguirà Papa Francesco sugli armeni. Ban Ki-moon ha parlato di “crimini”, dicendo che per lui non si tratta di un “genocidio”. Nessuna nuova, in fondo neanche la Casa Bianca di Barack Obama, per non irritare i turchi, sposerà la chiarezza morale e storica di Bergoglio.

14 Aprile 2015 alle 17:04

Il gelato alle feci dell’Onu

Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite (foto LaPresse)

Il segretario dell’Onu non seguirà Papa Francesco sugli armeni. Ban Ki-moon ha parlato di “crimini”, dicendo che per lui non si tratta di un “genocidio”. Nessuna nuova, in fondo neanche la Casa Bianca di Barack Obama, per non irritare i turchi, sposerà la chiarezza morale e storica di Bergoglio sullo sterminio di un milione e mezzo di cristiani armeni. Ma la decisione di Ban Ki-moon fa capire quanto poco sia affidabile l’Onu per evitare stragi di massa. Se il Palazzo di Vetro non è in grado di definire per quello che è un genocidio che si è consumato un secolo fa, come possiamo pretendere che i suoi burocrati ottusi possano impedire le stragi che si consumano ai nostri giorni? E infatti i dittatori, i satrapi, i tiranni e i loro amici sono premiati con stipendi e confortevoli posti a Manhattan, col risultato che a New York arrivano come ambasciatori tutti i personaggi più indesiderabili del pianeta. I torturatori vigilano sul più politico e mediatizzato delle agenzie dell’Onu, quel Consiglio di Ginevra per i diritti umani che ha come unico imputato Israele.

 

Sotto la direzione di Ban Ki-moon il Sudan, che in Darfur ha sterminato masse di cristiani e animisti, è entrato nella commissione per i rifugiati. Ci sarebbe da ridere se non fosse penoso. Non soltanto le Nazioni Unite sono state incapaci di definire il Darfur un “genocidio”. Non soltanto l’apatia politica dei felloni dell’Onu li ha resi indifferenti di fronte alla strage sudanese. Ma Ban Ki-moon ha fornito quest’immortale spiegazione sui 400mila morti causati dai guerriglieri arabi che hanno distrutto villaggi, pozzi, piantagioni, allevamenti e sterminato famiglie, dilaniato vecchi, stuprato donne, abusato di bambini e bambine per poi rivenderli, come schiavi: “Il conflitto in Darfur è parte del surriscaldamento globale”. Impossibile quindi pretendere coraggio e onestà sugli armeni. Mark Steyn ha ragione quando qualche anno fa scriveva su National Review che “se si prende un quarto di gelato e un quarto di feci di cane, e poi li si mescola insieme, il risultato avrà più il gusto delle feci che del gelato. Questo è il problema delle Nazioni Unite”.

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