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Il cattolicesimo di Bush jr. si è fermato a Milton Friedman

Il possibile candidato repubblicano alla presidenza americana: "Sull'economia mi faccio dettare la linea da Milton, non dal Papa". Questa settimana, oltre a criticare la politica estera del Presidente Barack Obama, si è schierato pure a favore della legge sulla libertà religiosa voluta dal governatore dell'Indiana, Mike Pence.

3 Aprile 2015 alle 14:14

Il cattolicesimo di Bush jr. si è fermato a Milton Friedman

Jeb Bush (foto LaPresse)

Jeb Bush, fratello dell'ex presidente americano George Bush jr. (2001-09) e figlio dell'ex presidente George Bush senior (1989-93), era stato criticato nelle scorse settimane da alcuni esponenti delle comunità religiose per non essere stato sufficientemente esplicito sulla sua fede cattolica. Jeb Bush si è convertito 20 anni fa al cattolicesimo, e come noto il fattore religioso giocherà un ruolo importante nella sua corsa per diventare, attraverso le primarie del Partito Repubblicano, il candidato del Gop alla Presidenza degli Stati Uniti.

 

Questa settimana, in un'apparizione televisiva allo "Hugh Hewitt Show", oltre a criticare la politica estera del Presidente Barack Obama, si è schierato pure a favore della legge sulla libertà religiosa voluta dal governatore dell'Indiana, Mike Pence, e al centro di un acceso dibattito in questi giorni: "The right thing", la cosa giusta, così l'ha definita.

 

Jeb Bush ha anche ricordato il decimo anniversario della vicenda Terri Schiavo, donna al centro di una lunga battaglia legale sul fine vita, battaglia svoltasi proprio nello stato della Florida allora governato da Jeb Bush che intervenne con una legge ad hoc per far proseguire l'alimentazione via tubo della donna in stato vegetativo: "E' stato uno dei momenti più difficili della mia vita, ad essere onesti".

 

Quanto influirà il cattolicesimo sulle scelte politiche del possibile candidato repubblicano? Fino a un certo punto, almeno a giudicare dalla risposta dell'ex governatore sull'economia, che prima ha sottolineato l'importanza della "dottrina sociale" cattolica, ma poi ha aggiunto: "La mia politica economica si ispirerà a Milton Friedman e ad altre personalità di questo tipo – ha risposto riferendosi all'economista liberista per antonomasia – Non sarà dettata dal Papa". Sperando che non se ne voglia Francesco.

Marco Valerio Lo Prete

Marco Valerio Lo Prete

Al Foglio dal marzo 2009, dove entra appena laureato in Scienze Politiche, il suo cursus honorum è il seguente: stagista, praticante, redattore dell'Economia, coordinatore del desk Economia e poi dal 2015 vicedirettore. Nasce nel 1985 sull'Isola Tiberina. Nella Capitale si muove poco: asilo, scuole elementari e medie, liceo e università, tutto nel giro di pochi chilometri quadrati. In compenso varca spesso (e volentieri) le frontiere del Paese natìo. Prima per studiare un anno nella ridente Rochester (New York, USA), poi – dopo numerose e più brevi escursioni – emigra all'Université Libre di Bruxelles per sei mesi. E a Bruxelles ci ritorna, ancora per sei mesi, per affiancare un formidabile manipolo di Radicali che lavora al Parlamento Europeo. Mentre si trova nel punto del globo più distante da Roma, facendo ricerca sull’immigrazione all’Università di Melbourne, in Australia, riceve una e-mail dal Foglio: non ci crede, pensa sia spam, invece è uno stage. Da qualche tempo si applica allo studio della lingua tedesca.  

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