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Tsipras fa perdere pezzi alla Grande coalizione di Merkel

Peter Gauweiler, il bastian contrario per eccellenza della Große Koaltion e uno dei maggiori euroscettici tedeschi, oggi ha dichiarato sconfitta. L'esponente di spicco del partito bavarese dei cristianosociali (Csu) non ha mai nascosto la sua avversione alla strategia di sostegno dei paesi indebitati del sud da parte dell’Eurozona.

31 Marzo 2015 alle 17:27

Tsipras fa perdere pezzi alla Grande coalizione di Merkel

Peter Gauweiler

Peter Gauweiler, il bastian contrario per eccellenza della Große Koaltion e uno dei maggiori euroscettici tedeschi, oggi ha dichiarato sconfitta. Questo 65enne burbero, esponente di spicco del partito bavarese dei cristianosociali (Csu), costola della Cdu della cancelliera Angela Merkel, non ha mai nascosto sin dai primi drammatici salvataggi della Grecia nel 2010 la sua decisa avversione alla strategia di sostegno dei paesi indebitati del sud da parte dell’Eurozona. Gauweiler è stato più volte animatore di ricorsi giudiziari sull’incostituzionalità dei pacchetti di salvataggio della Grecia davanti alla Corte Costituzionale tedesca, il Bundesverfassungsgericht di Karlsruhe. E anche se ogni volta la Corte ha respinto le sue istanze, Gauweiler non ha mai mollato. Almeno fino a oggi, quando ha annunciato le sue dimissioni non solo dal ruolo di vice capo della Csu, ma anche dal Parlamento tedesco. Gauweiler  non ci sta, ha fatto sapere, a immettere soldi a fondo perduto in uno “stato in bancarotta”, che andrebbe fatto uscire dall’Eurozona.  E visto che nessuno fino a oggi gli ha dato ascolto ora si dimette denunciando pressioni da parte del suo partito per votare in favore delle politiche di salvataggio.

 

Il caso di Gauweiler potrebbe avere conseguenze notevoli per il capo della Csu, Horst Seehofer. Nel suo annuncio di dimissioni, l’ormai ex vice della Csu ha scritto: “Chi ha eletto Peter Gauweiler vice capo della Csu conosceva benissimo la sua posizione in materia di euro e politica di salvataggio. Ora mi è stato chiesto pubblicamente – visto il ruolo che rivesto – di votare al Bundestag in linea con la maggioranza. Questo vorrebbe però dire smentire la posizione che da anni sostengo davanti alla Corte Costituzionale e davanti ai miei elettori. Il fatto è che un comportamento simile sarebbe assolutamente incompatibile con il mio modo di intendere il mandato parlamentare”. Il riferimento è ovviamente a Seehofer, il quale aveva voluto Gauweiler al suo fianco nell’intenzione, o perlomeno nella speranza, di riuscire a tenerlo maggiormente a freno. Le cose però sono andate diversamente.

 

I giornali tedeschi raccontano di recenti riunioni dei vertici della Csu nelle quali sono volate parole grosse. Seehofer non è nuovo nel far trapelare ai giornali le critiche che muove ai suoi. Ma con Gauweiler e con l’ex ministro dei Trasporti Peter Ramsauer, anche lui un oppositore della politica di salvataggio, pare aver esagerato, arrivando in una riunione a porre ai presenti la possibilità dell’aut-aut: “O con me, o con loro”. Al momento se n’è andato Gauweiler, il quale, così si mormora già a Berlino, potrebbe convolare presto verso l’AfD, partito identitario ed euroscettico in forte crescita.

 

[**Video_box_2**]Un colpo duro per la coalizione, e in particolare per l’Unione, che da tempo teme anche un’altra fuoriuscita eccellente, quella di Wolfgang Bosbach, politico di spicco della Cdu e molto stimato dall’opinione pubblica. Bosbach ha sempre votato contro i salvataggi di Atene, e la sua è una posizione netta e indiscutibile che una volta fece sbottare il compagno di partito e allora ministro per gli Affari speciali, Reinhard Pofalla, che lo apostrofò: “Non ne posso più del tuo brutto muso”.

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