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Le acrobazie di Obama sui giornali americani

In medio oriente l'Amministrazione americana "è impegnata in un numero da giocoliere". Dallo Yemen all'Iraq, tutti i danni provocati dalla non-strategia della Casa Bianca.

27 Marzo 2015 alle 13:31

Le acrobazie di Obama sui giornali americani

Una foto tratta da Twitter condivisa dal profilo di @KarlreMarks con uno uno schema ironico delle relazioni geopolitiche in medio oriente

I giornali americani oggi notano le acrobazie dell’Amministrazione Obama in medio oriente, che in Yemen fornisce sostegno e coordinamento alla coalizione sunnita contro i ribelli Houthi sostenuti dall’Iran, mentre in Iraq partecipa (insieme alla Francia) ai bombardamenti nell’operazione di riconquista di Tikrit, un’intervento contro lo Stato islamico ma orchestrato in gran parte dal potente generale iraniano Suleimani.



Il New York Times, in un articolo titolato “La confusione politica degli obiettivi e delle alleanze americane nel medio oriente”, scrive: “Questi eventi che si sono succeduti velocemente hanno alimentato le critiche secondo cui l’Amministrazione obama non ha una strategia di lungo termine per la regione. Scegliendo dei proxy e degli alleati a seconda delle convenienze, dicono i critici, l’Amministrazione rischia di rendere il  caos ancora peggiore – forse rafforzando i gruppi terroristici, e aumentando il rischio di essere trascinati in conflitti che gli americani non vogliono combattere. Un funzionario di alto rango dell’Amministrazione Obama ha descritto la difficoltà di cercare di sviluppare una strategia coerente in questo periodo di grandi tumulti: ‘Stiamo cercando di sconfiggere lo Stato islamico – e ci sono complicazioni’, dice il funzionario, che ha chiesto di rimanere anonimo. ‘Abbiamo un partner che sta collassando in Yemen e stiamo cercando di sostenerlo. E stiamo cercando di ottenere un accordo nucleare con l’Iran. Tutto questo è parte di una grande strategia? Purtroppo, anche il mondo dice la sua”.



Il Wall Street Journal descrive i problemi della strategia obamiana in un pezzo intitolato “Obama pena davanti a un medio oriente caotico”, e dice che il presidente “è impegnato in un numero da giocoliere”. Alle acrobazie mediorientali di Obama il Wsj aggiunge la preoccupazione per il rapporto con l’alleato israeliano, peggiorato molto negli ultimi mesi.
Il Journal assume toni proccupanti. Un funzionario della Difesa dice al giornale: “Guardo la mappa, guardo gli affiliati dello Stato islamico, guardo a tutti i combattimenti in corso. E mi chiedo chi è l’arciduca che sarò assassinato e darà inizio a una grande guerra”.



Politico è ancora più esplicito nella critica alla non-strategia dell’Amministrazione, e titola: “La ‘caduta libera’ di Obama nel medio oriente”. Politico cita tutti gli episodi in cui l’Amministrazione è stata colta impreparata da eventi in medio oriente che nessun esperto alla Casa Bianca aveva previsto: due degli eventi più importanti delle ultime settimane, l’ascesa dei ribelli Houthi in Yemen e la collaborazione tra l’esercito iracheno e le milizie sciite filoiraniane contro lo Stato islamico, hanno colto completamente di sorpresa l’Amministrazione. Il caos della situazione libica è un altro di quegli eventi che alla Casa Bianca non era stato tenuto in conto. “L’impressione è che siamo davanti a una crisi senza precedenti a memoria recente”, dice a Politico Suzanne Maloney, senior fellow alla Brookings Institution.

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