La manifestazione dell’associazione parigina Effronté-e-s contro l'esibizione del gruppo 'Viol'

L'affaire 'Viol' fa esultare le associazioni femministe francesi: fermato lo "stupro in musica"

Mauro Zanon
Una mobilitazione femminista fa annullare il concerto del gruppo punk originario di Nantes 'Viol’ ("Stupro", in italiano) perché "il testo della loro canzone nasconde un appello senza ambiguità a questo crimine sessista".

Parigi. Il Monde ha scritto entusiasta che “la mobilitazione femminista” dell’associazione parigina Effronté-e-s, “è stata più che efficace”. E cosa mai avranno fatto le sfrontate parisiennes per meritarsi il plauso del quotidiano dell’establishement di sinistra? Sono riuscite a far annullare il concerto, previsto questa sera alla Mécanique Ondulatoire nell’Undicesimo arrondissement, del gruppo punk originario di Nantes ‘Viol’ (“Stupro”, in italiano). E per quale ragione se la sono presa con la band nantaise al punto da provocare la cancellazione della loro data parigina? “Il testo della loro canzone (“Viol”, brano scritto dal gruppo nel 2009, ndr), dietro uno stile trash che viene spacciato per anticonformista, nasconde un appello senza ambiguità a questo crimine sessista”, ha denunciato l’associazione. Che, non paga di aver messo la museruola a una della più apprezzate band dell’attuale scena punk francese accusandoli di “incitamento allo stupro in musica”, vuole anche la sua immediata dissoluzione e, roba da ricovero alla neurodeliri, promette di promuovere entro breve “una legge globale contro il sessismo”. L’inquisizione neofemminista ha colpito ancora, fiancheggiata dalla stampa codina e dalle paladine dell’egualitarismo del Partito socialista - Anne Hidalgo, sindaco di Parigi, e Pascale Boistard, ministra per i Diritti delle donne, su tutte – e matematico è arrivato l’autodafé della direzione del bar che doveva ospitare il concerto del gruppo punk di Nantes: “La Mécanique Ondulatoire è un bar antirazzista, antifascista, pro Lgbt, pro libertario, pro femminista. Lavoriamo da ormai otto anni allo sviluppo di eventi indipendenti e di eventi di nicchia e continueremo a farlo con entusiasmo. Siamo dispiaciuti che la programmazione di venerdì 27 abbia urtato alcuni (come potete vedere, nell’originale è “certain-e-s”, per evitare che le Effronté-e-s facessero causa pure al messaggio Facebook perché “sessista”, ndr) e vi chiediamo di accettare le nostre scuse”.

 

Tutto è iniziato sui social network, con le accuse mosse da numerose associazioni Lgbt e neofemministe, tra le quali, per toni e veemenza, si è appunto distinta l’associazione Effronté-e-s, per la venuta del gruppo 'Viol' a Parigi. Le accuse sono state subito riprese e gonfiate dalla rivista Elle, dal Parisien e dal settimanale Inrocks, da sempre amico fedele del mondo Lgbt parigino, e il passo per metter in moto la campagna politico-mediatica volta a mettere fuori gioco il nemico giurato è stato brevissimo. Il sindaco di Parigi, la socialista Anne Hidalgo, aveva addirittura chiamato in causa il prefetto per segnalare possibili “problemi di ordine pubblico”, e soltanto la repentina marcia indietro della direzione della Mécanique Ondulatoire ha “permesso – riporta il Monde – di non fare appello alle forze dell’ordine”. Hélène Bidard, vicesindaco con delega alle questioni relative all’uguaglianza tra donne e uomini (anche qui, nell’originale è “femmes-hommes”, come dicono e esigono le neofemministe, e non “hommes-femmes”, ndr) si è inoltre “intrattenuta”, con la ministra per i Diritti delle donne Pascale Boistard, dalla quale ha ricevuto i complimenti per la “risoluzione” dell’affaire. Le due, sempre secondo il Monde, discuteranno nei prossimi giorni sulla possibilità di sanzionare ulteriormente il gruppo punk di Nantes. Bidard ha assicurato che la band ‘Viol’ “non si esibirà mai più sulla scena parigina con quei testi”, annunciando il lancio di “una riflessione per capire se è possibile interdire il gruppo. È necessaria tolleranza zero sulla violenza contro le donne”.

 

[**Video_box_2**]Le Effronté-e-s hanno già fatto causa al gruppo per “incitamento allo stupro” e ogni membro rischia ora, in caso di condanna, fino a cinque anni di prigione e 45,000 di multa. Il leader del gruppo, Samuel, ancora non si capacita delle incredibili proporzioni assunte dall’affaire e a Noisey.com, la piattaforma musicale di Vice, ha esternato ieri tutta la sua incredulità: “Abbiamo scritto ‘Viol’ con l’ex batterista e la sua ragazza di allora; avevo diciotto anni, era alla fine 2009 mi sembra, e avevamo come obiettivo di fare la roba più “esagerata” possibile. In nessun momento penso che il testo della canzone ‘Viol’ sia credibile ed eccitante, al contrario, ti disgusta e ti invita a porti domande su altre cose. È un titolo che si iscrive nella scia di brani come ‘Sonia’ dei Komintern Sect o ‘Salope’ dei Reich Orgasm. Si tratta semplicemente di una strizzata d’occhio al punk francese provoc’ degli anni Ottanta e non è affatto un ‘inno’ del nostro gruppo come ho letto in giro. Tra l’altro non la suoniamo più da un sacco di tempo e non è mai stata incisa”. Vaglielo a spiegare alle “sfrontate” neofemministe che interdicendo la “provoc’” hanno ucciso il punk.

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