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Tutti a Sharm per l’economia egiziana

Il tycoon cristiano egiziano Naguib Sawiris dice al Financial Times che sta tornando a investire nel suo paese per la prima volta in tre anni, perché ci sono di nuovo le condizioni. Metterà fino a 500 milioni di dollari in infrastrutture, logistica, energie rinnovabili.

13 Marzo 2015 alle 06:18

Tutti a Sharm per l’economia egiziana

Il tycoon egiziano Naguib Sawiris

Il tycoon cristiano egiziano Naguib Sawiris dice al Financial Times che sta tornando a investire nel suo paese per la prima volta in tre anni, perché ci sono di nuovo le condizioni. Metterà fino a 500 milioni di dollari in infrastrutture, logistica, energie rinnovabili. Sta anche considerando “un investimento di grandi dimensioni” nel sistema di trasporto pubblico e l’acquisto di licenze per il trasporto via Nilo quando saranno messe in vendita. Perché ora? “Ho aspettato fino a quando non c’è stato di nuovo un governo stabile, che è aperto e ha una visione economica chiara”. L’intervista data da Sawiris è tutta pubblicità graziosamente elargita  al tentativo di stabilizzazione economica dell’Egitto intrapreso dal governo del presidente Abdel Fattah al Sisi.

 

Venerdì e per i prossimi due giorni quel tentativo arriva al suo culmine con il Forum economico di Sharm el Sheikh, millecento invitati da ottanta paesi (ci sarà anche Renzi, unico capo di governo), per raccogliere circa dodici miliardi di investimenti stranieri. Sawiris parla la lingua di Sisi: “La gente è stufa di rivoluzione, è stufa di discorsi sui diritti umani, stufa di dimostrazioni, stufa di scioperi. Non puoi darle torto se vuole concentrarsi sulla sua vita, sul pane, il lavoro e l’economia”. Sisi è consapevole che non può andare avanti per sempre grazie agli aiuti sauditi e considera questo Forum come la scommessa necessaria, quella che non può fallire altrimenti sarà il disastro. Come in altre cose guidate da Sisi, non ci si può che augurare che ce la faccia e abbia ragione – magari con un po’ di posto per gli imprenditori italiani che arriveranno a Sharm. Perché l’alternativa, per adesso, è che non c’è alternativa.

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