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Occhio alle bionde finte

Singapore inizia la campagna anti fumo, ma incentiva il contrabbando

13 Marzo 2015 alle 06:18

Occhio alle bionde finte

Il politicamente corretto applicato alle bionde, intese come sigarette, sta sbarcando in Asia. E’ il moralismo anti tabacco esportato nelle regioni più occidentalizzate, che ha un solo effetto collaterale: aumentare il contrabbando, specie quello cinese. In Corea del sud, per cercare di limitare la passione per le sigarette, dal 1° gennaio i pacchetti sono aumentati dell’80 per cento. I sudcoreani sono tra i maggiori fumatori, e il provvedimento del ministero della Salute di Seul era quasi doveroso, soprattutto dal punto di vista delle tasche del governo: le sigarette in Corea costavano veramente troppo poco (due euro e qualche moneta a pacchetto). Pagarle di più magari non ridurrà i consumi, ma arricchirà il Tesoro.

 

Il ministero della Salute di Singapore, invece, ieri ha annunciato nuove misure per “il controllo del fumo”: per esempio, vuole limitare le pubblicità delle sigarette nei punti vendita. E poi si parla dell’introduzione del pacchetto bianco, sul modello australiano. Nessun messaggio, nessun colore, il pacchetto anonimo è la nuova frontiera del salutismo militante che sfiora il cretinismo. Perché una confezione bianca, il cui successo nel disincentivare il fumo è ancora tutto da dimostrare, è soprattutto il modo migliore per facilitare i contrabbandieri e finanziare le attività illegali (che ci vuole? E’ tutto bianco!). E non è un caso che mentre il segretario parlamentare alla Salute, Muhammad Faishal Ibrahim, spiegava la campagna pol.corr. di Singapore contro il tabacco, al Woodlands Checkpoint, a pochi chilometri da lui, la polizia stava sequestrando 285 mila e ottocento dollari in sigarette di contrabbando provenienti dalla Malesia. E poi dicono che il caso non esiste.

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