La cautela della Casa Bianca

Washington è unita solo su una cosa: convincere Obama ad armare Kiev

Cresce il partito trasversale dei falchi americani, resta la pressione sulla Russia: nuove sanzioni e Humvee. La tregua tiene, per ora.

12 Marzo 2015 alle 06:18

Washington è unita solo su una cosa: convincere Obama ad armare Kiev

Il presidente americano Barack Obama (foto Ap)

Roma. Gli scontri nell’oriente ucraino stanno scemando da qualche giorno, il governo di Kiev e i separatisti del Donbass ritirano l’artiglieria pesante come previsto dagli accordi di Minsk 2, ma l’Amministrazione americana ha detto martedì che l’ipotesi di inviare “armi letali” all’Ucraina non è ancora stata esclusa. Il consenso ad armare Kiev, anzi, continua ad aumentare e il New York Times, sentendo fonti dentro alla Casa Bianca, ha detto che ormai resta quasi solo Barack Obama, nell’Amministrazione e al Congresso, a mostrare cautela. Martedì alla commissione Relazioni internazionali del Senato i democratici si sono uniti ai repubblicani nella richiesta di fornire armi all’Ucraina. Sono favorevoli all’ipotesi, o quanto meno a prendere in considerazione l’idea, Ash Carter, il segretario alla Difesa, Martin Dempsey, il capo di stato maggiore, il capo dell’intelligence, James Clapper. Anche il vicepresidente Joe Biden ha detto che “gli ucraini hanno il diritto all’autodifesa”. Così per il Times Obama resta da solo, assieme a Susan Rice, sempre fedele consigliere per la Sicurezza nazionale a chiedersi: “E se Putin fa un’escalation?”, mentre il dipartimento di stato ha fatto sapere che la Russia ha inviato nell’Ucraina dell’est carri armati, missili e artiglieria pesante.

 

La risposta di Obama alle pressioni dei falchi è un classico del presidente; la pressione su Putin resta, ma senza un intervento che possa modificare le forze sul campo. Ieri la Casa Bianca ha annunciato nuove sanzioni economiche (minori, contro alcuni leader separatisti e organizzazioni russe) e in una telefonata con il presidente ucraino, Petro Poroshenko, Biden ha promesso, dicono all’Ap fonti dell’Amministrazione, l’invio a Kiev di altre armi non letali, 230 Humvee (di cui 30 corazzati), piccoli droni non armati ed equipaggiamento radar e radio. L’America ha già rifornito Kiev di armi non letali, e ha già promesso gli Humvee in precedenza, spesso provocando le proteste di Kiev, che chiede armi distruttive per combattere i separatisti sostenuti, questi sì con armi letali, dalla Russia di Putin. Obama, per ora, resta allineato all’Europa, che di armi a Kiev non vuole saperne, e che già pensa a quando, a luglio, le sanzioni scadranno, e potranno essere rinnovate soltanto all’unanimità dell’Ue.

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