La crisi di Modi. Meno benzina e olio da cucina per gli indiani, più diplomazia per salvare l’Imec

Appello all'austerità energetica in patria, tour diplomatico all'estero: il premier indiano affronta la crisi di Hormuz con benzina razionata e corridoio India-Golfo-Europa da rilanciare. Martedì prossimo sarà a Villa Doria Pamphilj con Meloni

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13 MAY 26
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Donne del Kashmir in coda con le bombole di gpl vuote fuori da un'agenzia di distribuzione del gas a Srinagar, il 5 maggio 2026 (Firdous Nazir/NurPhoto via Getty Images)

Domenica scorsa, mentre inaugurava alcuni progetti infrastrutturali nello stato del Telangana, il primo ministro indiano Narendra Modi ha fatto a sorpresa un discorso da emergenza energetica. Ha chiesto agli indiani di mettere “la nazione prima del comfort personale” rinunciando ai viaggi all’estero, usando meno carburante e perfino meno olio da cucina, e lavorando da casa più spesso: “In questo momento di crisi globale dobbiamo prendere un impegno importante e usare benzina e diesel con parsimonia”. L’appello all’austerità è arrivato dopo alcune elezioni legislative cruciali (come quella nel Bengala occidentale stravinte dal suo partito, il Bharatiya Janata Party), e se è vero che la crisi di Hormuz sta colpendo l’Asia meridionale come mai prima, non è l’unica causa: secondo il giornale di opposizione The Wire, la narrativa del “sacrificio nazionale” serve a spostare l’attenzione dalle responsabilità politiche del governo, che per anni ha aumentato la dipendenza indiana dall’import di petrolio senza aumentare le riserve strategiche, mentre la produzione interna di gas e greggio calava e la rupia continuava a svalutarsi.
Ora Modi è in partenza per un tour internazionale (inusuale per un leader notoriamente restio alla diplomazia itinerante): venerdì volerà negli Emirati Arabi Uniti per parlare di cooperazione energetica, e del corridoio Imec, che collega porti, ferrovie, energia e infrastrutture digitali tra India, Golfo ed Europa, in crisi per via della guerra in medio oriente. Martedì Modi sarà a Roma, dove la premier Giorgia Meloni lo riceverà a Villa Doria Pamphilj: l’Italia sta investendo molto sull’Imec, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha nominato l’ambasciatore Francesco Maria Talò come inviato speciale italiano del corridoio, e il tour del primo ministro serve come rassicurazione per gli alleati che hanno investito tanto nel progetto “alternativo” anche in chiave di disimpegno con la Cina. Ma adesso all’India di Modi serve una spinta di responsabilità globale.