La festa per l’arrivo di Magyar. Il cambiamento di Budapest è anche estetico

L’Ungheria che accoglie il nuovo governo ha voglia di sentirsi diversa e di mostrarlo al mondo: ringiovanita, fresca, colorata. Capace di gettarsi alle spalle l’orbanismo e tutto ciò che la vecchia classe politica di Fidesz ha rappresentato: cleptocrazia, impoverimento, grigiore

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11 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 03:38 PM
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Foto ANSA

L’epoca di Viktor Orbán è chiusa e nel fine settimana l’Ungheria ha festeggiato l’insediamento del nuovo governo guidato dal primo ministro Péter Magyar. E’ stato Magyar a volere e a ottenere una festa, aveva chiesto che l’insediamento fosse nel fine settimana, secondo una scelta irrituale per la politica ungherese, ma nella testa del fino ministro c’era l’idea che l’arrivo del nuovo governo dovesse essere accolto da una festa cittadina. E la festa c’è stata, accompagnata da musica, canti, balli di cittadini e anche del neo ministro della Sanità Zsolt Hegedus, che aveva già mostrato le sue qualità danzanti durante la notte elettorale, ma sabato si è lanciato di nuovo in un ballo scatenato di fronte al Parlamento che è tornato ad esporre la bandiera dell’Unione europea affianco a quella dell’Ungheria.
Il paese ha festeggiato, dando prova di vivere il cambiamento politico come un cambiamento personale, una novità da accogliere con musica e, a tratti, qualche sfrenatezza. L’Ungheria che accoglie il nuovo governo è un’Ungheria che ha voglia di sentirsi diversa e di mostrarlo al mondo. Un’Ungheria ringiovanita, fresca, colorata, che si getta alle spalle l’orbanismo e tutto ciò che la vecchia classe politica di Fidesz ha rappresentato: cleptocrazia, impoverimento, grigiore. La differenza fra il vecchio e il nuovo è totale, il cambiamento e la scelta sono anche estetici e gli ungheresi non sono disposti a tornare indietro, quasi fossero stanchi anche dell’immagine di loro stessi che Orbán proiettava in giro per il mondo. Cosa farà Magyar è ancora molto da scoprire, ma non notare le prime differenze, anche soltanto di energia, è impossibile. Forse l’ex primo ministro proverà a tornare alla politica, in un’intervista ha detto che gli ungheresi capiranno cosa vuol dire stare senza Fidesz, ma il messaggio sembra chiaro: Budapest non ha nessuna voglia di tornare al passato.