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Bennet e Lapid si presentano a Israele per battere Netanyahu
L’unità post 7 ottobre ha un significato forte, non se resta un’accozzaglia anti Bibi. Un nuovo partito per sconfiggere il Likud alle elezioni israeliane, che dovrebbero tenersi in ottobre
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28 APR 26

Naftali Bennett e Yair Lapid (foto di Amir Levy/Getty Images)
I politici israeliani, ex primi ministri del paese, Naftali Bennet e Yair Lapid, hanno presentato il loro nuovo partito, “Insieme”, BeYachad. L’obiettivo è quello di arrivare alle elezioni in Israele, che dovrebbero tenersi in ottobre, uniti per battere il Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu. Bennet e Lapid hanno già governato insieme, sempre in un governo formatosi per un’alleanza i cui componenti erano uniti soltanto dalla volontà di sconfiggere Netanyahu e che cadde dopo poco per mancanza di altri obiettivi in comune. Era un altro Israele, non c’era stato il 7 ottobre, né le manifestazioni per la riforma della Giustizia, né la guerra contro il Libano e contro la Repubblica islamica dell’Iran. Né Netanyahu aveva ancora formato una coalizione con i partiti estremisti di Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich.
Oggi unirsi e arginare il primo ministro ha un significato diverso, la stessa parola “unità” ha un valore particolare, ma resta il fatto che se il messaggio rimane quello di voler arginare il primo ministro e di portare avanti un’accozzaglia anti Bibi i rischi di insuccesso sono alti e per il momento il Likud rimane il partito più votato. Bennet e Lapid vogliono dimostrare di avere un programma, la loro candidatura insieme per il momento non ha smosso il panorama politico ma ha incuriosito altri attori che non rimangono a guardare e che soprattutto hanno iniziato a svegliarsi. Primo fra tutti il generale ed ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot, oggi leader del partito Yashar! (vuol dire: dritto, integro, onesto), che ieri ha chiamato l’opposizione a presentare un “blocco della speranza” per assicurare una maggioranza “sionista e di uomini di stato”. Il blocco potrebbe essere ampio e pieno di anime discordanti, anche Lapid e Bennet si somigliano poco politicamente, e l’invito di Eisenkot è stato esteso anche a un politico di destra come Avigdor Lieberman. Il punto rimane quello di archiviare l’èra di Netanyahu, la motivazione che fa differenza rispetto al passato è: “Mandare a casa il governo del 7 ottobre”.