Il caso Debel e l’ipocrisia globale sui cristiani perseguitati

Israele punisce i responsabili e ricostruisce la statua di Gesù rovinata. Nel resto del Medio Oriente le persecuzioni continuano nel silenzio generale

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21 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:16 PM
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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu tra i soldati dell’Idf (foto Kobi Gideon - GPO/Anadolu via Getty Images)

Sei militari israeliani, compreso quello col martello che ha colpito la statua di Gesù, sono stati arrestati e sospesi dal servizio. Arrestati gli autori del fatto e sospesi quelli che non sono intervenuti né hanno denunciato l’atto. Rimossi dal servizio e condannati a trenta giorni di detenzione militare. Il fatto, che ha scandalizzato l’opinione pubblica e le cancellerie occidentali, è avvenuto nel villaggio cristiano libanese di Debel. Le indagini hanno stabilito che il comportamento dei soldati “si è discostato completamente” dagli ordini e dai valori dell’Idf. Israele ha intanto già ricostruito con i residenti locali una nuova statua di Cristo, collocata oggi al suo posto. L’episodio ha suscitato rabbia tra i leader cristiani.
Tutti i capi israeliani, dal premier Benjamin Netanyahu al ministro degli Esteri Gideon Sa’ar al presidente Isaac Herzog, commentando l’incidente si sono detti “scioccati e rattristati”. Così agisce una grande democrazia pluralista e multiculturale, pur ferita, dopo un simile fatto grave. Poi c’è il resto del medio oriente. Paesi dove non si può introdurre una Bibbia (Arabia saudita) pena la morte, dove lasciare l’islam porta alla prigione (Qatar) e alla forca (Iran) e dove si chiudono le chiese senza motivo (Egitto). In Israele un soldato rompe una statua e partono l’inchiesta, le condanne, le ricostruzioni e le scuse di stato. Giusto. Altrove, ovunque da Casablanca a Calcutta, si distruggono e cancellano intere comunità cristiane e nessuno dice una parola. Ridicolo. Non c’è bisogno di aspettare che un soldataccio israeliano spezzi una statua per aprire bocca sulla condizione di persecuzione e sottomissione dei cristiani in medio oriente. Dove, per inciso, l’unico paese dove aumentano di numero anziché diminuire è uno soltanto. Non è difficile indovinare quale.