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Se portare la kippah a Roma è pericoloso
L’aggressione nella Capitale per aver indossato il copricapo ebraico
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20 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:05 PM

Foto ANSA
"Cerchi qualcuno che indossi la kippah e che acconsenta a passeggiare con te e una telecamera? Buona fortuna!”. La frase, pronunciata da un membro della comunità ebraica di Bruxelles, riassume l’esperienza di Natacha Mann, una nota giornalista dell’emittente belga Rtbf che stava preparando un servizio sull’antisemitismo nel paese. Ora anche a Roma. Un ebreo è stato aggredito mentre passeggiava con la moglie e la figlia a viale Marconi. Indossava la kippah. Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma, ha detto: “E’ successo anche a Roma. Un iscritto alla nostra comunità che non voleva rinunciare a indossare la kippah è stato insultato e aggredito”. Non stava manifestando, non urlava slogan, non occupava piazze. Camminava e basta. Un pestaggio in piena regola, con l’uomo finito in ospedale. Non è un “episodio isolato”, ci piacerebbe lo fosse. E’ la logica conseguenza di anni di propaganda che ha reso accettabile, in certi ambienti e quartieri, considerare l’ebreo, soprattutto se visibile, come un intruso da umiliare e colpire. La kippah non è una provocazione: è un atto di coerenza. Rinunciarvi per paura significherebbe arrendersi all’idea che in Europa, nel 2026, certi cittadini debbano mimetizzarsi per non essere picchiati. Se non si può portare la kippah a Roma senza rischiare il pronto soccorso, allora la laicità repubblicana è una farsa e la tanto sbandierata “convivenza” un eufemismo ipocrita.
Ovunque in Europa la kippah sta scomparendo: a Marsiglia, il capo della comunità ebraica la sconsiglia; a Malmö indossarla sarebbe da masochisti; a Manchester è tabù dopo l’assalto mortale alla sinagoga; a Parigi uno youtuber ha provato a indossarla nelle banlieue per vedere cosa sarebbe successo: è uscito illeso per miracolo. La kippah scompare non perché gli ebrei siano meno ebrei, ma perché l’Europa ha smesso di essere sicura per chi rifiuta di chinare la testa. La democrazia che non sa difendere i suoi ebrei visibili è una civiltà che ha già capitolato.