Una nuova domanda di Università

Aumentano gli iscritti, ma soprattutto alle telematiche. Un’opportunità

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28 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 12:16 PM | 30 MAR 26
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Foto di Dom Fou su Unsplash

La nuova edizione del Rapporto biennale dell’Agenzia nazionale di valutazione dell’università e della ricerca (Anvur) ci consegna una buona e una cattiva notizia. La buona notizia è che le università italiane, nel 2025/25, raggiungono il record di due milioni di iscritti, quasi 300 mila in più rispetto al periodo pre Covid (e circa 30 mila in più rispetto all’anno precedente). Quella cattiva è che questo successo rischia di essere effimero se non si consolidano i passi avanti compiuti in questi anni. Grandi protagonisti di questo boom, infatti, sono gli atenei telematici, che hanno circa il 15 per cento degli iscritti complessivi. Secondo l’Anvur, a fronte di una lieve “espansione degli Atenei di medie dimensioni del Centro nord e dei grandi poli di Padova, Roma e Torino”, il Mezzogiorno e le aree interne perdono terreno. Si contrappongono a queste tendenze le telematiche che “intercettano una domanda di formazione nuova che appare strutturale e in ulteriore crescita”.
Il 62 per cento degli iscritti nelle università online ha più di 25 anni: sono persone che non possono, per ragioni di famiglia, di lavoro o di reddito, permettersi di frequentare corsi ed esami in presenza, magari da fuorisede. Ecco perché l’Anvur chiama questa domanda “nuova” e “strutturale”. Purtroppo, il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione faranno sempre più restringere la platea dei potenziali studenti. Difficilmente gli effetti della demografia potranno essere contrastati attraendo studenti dall’estero (che infatti rappresentano appena il 6 per cento del totale). Diventa quindi essenziale favorire tutti quegli strumenti che possono agevolare il perseguimento dell’istruzione terziaria da parte dei giovani ma anche di chi, non più giovane, intende oggi sfruttare un’opportunità che non ha avuto in passato. Ecco perché occorre togliere ostacoli, a partire dai vincoli sugli esami a distanza, tanto per gli atenei tradizionali quanto per quelli telematici. Incoraggiare gli investimenti nel capitale umano dovrebbe essere una missione nazionale condivisa.